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Falsi diplomi e corruzione a Vibo, ecco chi sono i professionisti arrestati (NOMI)

di Mimmo Famularo – C’è anche un dirigente del Miur, il Ministero dell’Istruzione, tra le dieci persone arrestate all’alba di oggi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura ordinaria diretta da Camillo Falvo. Si tratta Maurizio Piscitelli, 56 anni, di Casalnuovo di Napoli, alto funzionario che si occupava del controllo e dell’ispezione degli istituti di formazione accreditati dal Miur. Arrestato anche il figlio, Christian,  24 anni anche lui di Napoli. Nel corso delle indagini, gli investigatori dell’Arma avrebbero documentato diversi episodi di corruzione.

Alle origini dell’inchiesta

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe l’accademia Fidia di Stefanaconi, già salita alla ribalta della cronaca giudiziaria qualche mese fa in seguito a una perquisizione dei carabinieri che portò allo scoperta di un arsenale di armi da guerra nascosto nella casa di Davide Pietro Licata, 52 anni, figlio del preside Michele Licata, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia. In quell’occasione galeotto fu un bossolo di pistola trovato per caso davanti al garage dell’edificio. I carabinieri recarono nell’abitazione per fare un controllo amministrativo che si trasformò in una perquisizione. Oltre all’arsenale di armi, furono trovati una cospicua somma di denaro e oggetti appartenenti a una loggia massonica di Vibo. Al termine dell’attività finirono agli arresti Pietro Davide Licata e la moglie Rosella Marzano di 46 anni, incensurati e insospettabili. Da quel bossolo trovato per terra si è sviluppata un’attività investigativa che ha consentito alla Procura di Vibo di ricostruire una fitta rete di relazioni illecite che coinvolge una serie di società finite sotto sequestro per un valore stimato intorno ai 7 milioni di euro.

I nomi degli arrestati

Svelato un vasto giro di corruzione che portava, in cambio di denaro e di altre utilità, a falsi diplomi con i quali i beneficiari partecipavano a concorsi pubblici per essere assunti nelle scuole. Un sistema scoperto dagli inquirenti che all’alba di oggi ha portato all’arresto di dieci persone (otto in carcere e due ai domiciliari) accusate in concorso tra di loro e a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e autoriciclaggio. Lo sforzo investigativo ha consentito di fare luce anche su un’ulteriore episodio di corruttela, finalizzato a conseguire l’attribuzione di importante incarico istituzionale nell’ambito del Ministero dell’Istruzione, a beneficio di una Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.
Oltre al preside Michele Licata, fondatore dell’Accademia Fidia, a Maurizio e Cristian Piscitelli, sono stati arrestati anche i figli Davide, Jgor e Dimitri Licata, la nipote Michela. Ai domiciliari la moglie di Davide Licata, Rossella Marzano. Coinvolti pure Carmine Caratozzolo, 49 anni di San Ferdinando e Domenico Califano, 39 anni di Reggio Calabria.

Indagati “eccellenti”

Complessivamente gli indagati sono 23 e tra questi ci sono nomi eccellenti: la dirigente scolastica Maria Rita Calvosa, 59 anni di Catanzaro, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale; il medico ed ex consigliere e assessore comunale di Vibo Incoronata Bax. Questo l’elenco completo degli indagati a piede libero: Pietro Amato, 39 anni di Locri; Incoronata Bax, 68 anni, di Vibo Valentia; Maria Rita Calvosa, 59 anni, di Catanzaro; Giovanni Carbone, 60 anni, di Bagnara Calabra; Rosa Cilea, 50 anni, di Reggio Calabria; Patrizia Fazzari, 47 anni; Vincenzo Giovinazzo, 34 anni, di Cinquefrondi; Antonio Oggiano, 81 anni, di Sassari; Giovanni Procopio, 71 anni, di Montepaone; Carlo Pugliese, 69 anni, di Spilinga; Pasquale Sorrentino, 49 anni, di Formia; Paolo Tittozzi, 75 anni, di Roma; Domenico Carrozzo, 42 anni, di Tropea.

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