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Calabria7

Fare per Catanzaro: “Piano Casa, bene ma restano dei dubbi”

“Il consiglio comunale è l’organo sovrano per tutto ciò che attiene il governo del territorio e l’ambito in materia di Urbanistica.
Non lo abbiamo ne deciso ne scoperto noi, ma la giurisprudenza costituzionale”.
Esordisce così una nota a firma del gruppo consiliare al Consiglio comunale di Fare per Catanzaro.
“Ci sembra dovuto però il merito di aver favorito, – prosegue la nota – grazie anche al determinante apporto del dirigente del Settore Comunale Edilizia, Giovanni Laganà, una fondamentale azione di trasparenza e legalità. Ecco perché possiamo affermare, senza tema di smentita, di aver sventato il tentativo di ‘golpe’ perpetrato dal dirigente Giuseppe Lonetti, che con l’avallo dell’assessore al ramo Modestina Migliaccio aveva provato a scavalcare l’assise, di fatto sostituendosi all’organismo in cui trovano posto i rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti”.
Quanto da noi stigmatizzato era successo anche a proposito del bando su Giovino, prima pubblicato e poi ritirato, grazie alle nostre denunce, salvo leggere poche ore fa, le pubbliche rivendicazione dei meriti da parte di Forza Italia, proprio relativamente all’approvazione della delibera sul Piano Casa che involge il futuro della stessa grande area verde della zona Sud del capoluogo.
Bene, bravi a questi colleghi, che però dovrebbero preliminarmente chiarire una serie di questioni chiave.
Dubbi peraltro maturati nei cittadini negli ultimi due anni e mezzo”.
Ed ecco che allora, – si legge ancora – la nostra nota prosegue con il lungo elenco di perplessità: “Ci saremmo attesi che Forza Italia spiegasse il motivo per cui in passato ha cercato di ostacolare in tutti i modi l’approvazione in Aula della pratica originaria sul Piano Casa, tentando di impedire addirittura la convocazione del Consiglio sotto l’allora presidenza di Ivan Cardamone. Convocato e consesso invece successivamente soltanto in virtù delle battaglie condotte dalla minoranza e al provvidenziale intervento del Prefetto. Ma c’è di più: dopo la ‘forzata fissazione’ della seduta, perché i consiglieri azzurri disertarono il civico consesso ad eccezione di Cardamone? Un presidente, quest’ultimo, con ogni probabilità presente in ragione del ruolo istituzionale ricoperto e comunque astenutosi in occasione della votazione su tale delicato punto.
Un’altra riflessione è dettata dal fatto che, malgrado ci fosse tutto il tempo, il dirigente Lonetti ‘presentò’ all’attenzione dell’assemblea una delibera incompleta e senza perimetrazione”.
…La giaculatoria di quesiti posti dal nostro movimento civico è abbastanza corposa e non finisce qui: “Ci interroghiamo pure sulla stranezza di una perimetrazione riproposta solo 17 mesi dopo la partenza dell’iter formativo, per giunta nel periodo estivo allorché l’attività politica è meno fervente, attraverso una determina dirigenziale che configurava di fatto una surroga del Consiglio. Chi si voleva favorire? Qual è la ragione per cui poi si è bloccato tutto e la delibera è approdata giovedì scorso in assemblea con palese ritardo?
Forse a causa dei nostri esposti alla Procura della Repubblica? …..E come mai capigruppo e consiglieri di centrodestra, di solito molto loquaci sulla stampa e soprattutto in Aula, a tal punto di evitare le dirette web, stavolta hanno optato per la ‘scena muta’ malgrado i reiterati e veementi attacchi delle opposizioni? Ed infine: perché il resto della maggioranza, non allineata alle posizioni di Forza Italia, aveva in modo compatto presentato un emendamento sulla pratica, sfiduciando così uno dei componenti forzista della Giunta?”.
La questione è seria perché attiene alla sfera della legalità, della trasparenza (quella vera) delle istituzioni e al sentimento di correttezza che ogni buon amministratore dovrebbe provare quale rappresentante del popolo. Attendiamo fiduciosi che si faccia chiarezza.
Terremo aggiornati i cittadini che hanno il diritto di sapere”.
© Riproduzione riservata.

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