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Farmabusiness, la paura di Tallini di essere spiato e la caccia di voti nel Catanzarese

di Gabriella Passariello- Accorto e scaltro nel prevenire i rischi di essere intercettato, Domenico Tallini, il dubbio di essere spiato l’aveva. Alla fine dell’estate 2013, quando l’ex assessore, inizia a diventare il politico locale di riferimento che avrebbe potuto agevolare la realizzazione delle iniziative imprenditoriali del gruppo romano, si coglie una conversazione tra il marito della ex senatrice, ideatrice del progetto Farmaeko e il mediatore Domenico Scozzafava, il quale avverte il suo interlocutore che l’ormai ex presidente del Consiglio regionale non voleva parlare al telefono, perché sospettava fortemente di averlo sotto controllo. “A va bene… sabato alle 4 e mezza… quindi magari se vogliono… va bene poi intanto se stai a casa ti chiamo tramite Skype così ti vedono… perchè lui mi ha detto tramite telefono… forse sicuramente ha il telefono sotto… sai com’è… non parlare… mi ha detto lui…. Mimmo…”. Tallini non saliva nemmeno nella macchina di Scozzafava, che a settembre 2013 era il solo ad essere monitorato in quel momento, sottoposto ad intercettazione per la sua stretta vicinanza a Gennaro Mellea ed al gruppo dei Gaglianesi. Negli atti dell’inchiesta di Kyterion, il nome di Scozzafava compare più volte nell’estate del 2013 come persona molto vicina a Mellea, vertice della ‘ndrina Catanzarese e a marzo, aprile di quello stesso anno vi era stato un susseguirsi di atti intimidatori ai danni di esercizi imprenditoriali, specialmente nel quartiere di Catanzaro Lido, e la città si faceva molte domande sulla riconducibilità di queste azioni alla criminalità organizzata. Per il gip firmatario dell’ordinanza Farmabusiness, Tallini era a conoscenza del legame di Scozzafava con gli ambienti criminali, ecco perché evitava di salire sulla sua macchina. Significativa una conversazione del 27 dicembre 2013, in vista dell’arrivo in Calabria del commercialista romano Paolo De Sole. Tallini, contattato da Scozzafava per un incontro con De Sole, gli riferisce che sarebbero andati a prenderlo con la sua auto: “dove devi andare a prenderlo… a Lamezia? Andiamo con la macchina mia…”. Una volta preso De Sole, la macchina di Tallini si dirige a Crotone con a bordo anche Walter Manfredi.

Le strategie per raccogliere  voti

Nel carteggio del provvedimento, il gip spiega come il collegamento tra Mellea, Scozzafava e Tallini si basi sul bisogno del consenso elettorale dello stesso ex consigliere regionale. Emblematica una conversazione tra il factotum Manfredi e Scozzafava, “che corre su due binari apparentemente paralleli: quello della criminalità organizzata rappresentato dai Grande Aracri e quello della politica rappresentato da Tallini”. Binari apparentemente paralleli perché hanno un punto di intersezione nell’affare dei farmaci. Il 7 settembre 2013 si apprende che Mellea aveva richiesto a Manfredi un contributo per l’organizzazione di una festa nel quartiere Siano e, nell’occasione Scozzafava definisce Mellea (Pietruzzo) uno che sa mettersi in moto per i voti…una macchina. Il gruppo si stava preparando alla campagna elettorale per le elezioni nel Comune di Sellia, per le quali avrebbe presentato la sua candidatura anche Scozzafava. Le conversazioni intercettate evidenziano il consiglio di Tallini di adottare, nel corso di queste elezioni e pur a fronte della candidatura dello stesso Scozzafava, un basso profilo, con la conferma del loro impegno a sostenere le posizioni politiche dello stesso Tallini in altri contesti “…stiamo lavorando sempre sotto banco…”. La concezione del suffragio popolare come patrimonio di consensi da spostare da una lista all’altra e scambiare con favori personali emerge con chiarezza, in base agli atti dell’ordinanza, in una conversazione telefonica tra Scozzafava e Tallini, dove il primo afferma: abbiamo chiuso là a Sellia…” e Tallini chiede: “con chi l’avete fatta la lista?… la lista con chi…” e Scozzafava continua: “praticamente abbiamo chiuso con lui…  con Francesco… Mauro… (…) sono il tuo punto di riferimento… capito?(…) …comunque non ti preoccupare che io ho detto che i voti … che  dobbiamo  aiutare poi sulle altre parti .. mi ha detto non ti preoccupare per questo… a limite poi domani ti spiego meglio da vicino Mi…, che adesso gli facciamo una cosa scritta così… quindi i voti che io porterò.. gua… poi mi dovete aiutare voi con Mimmo… si. si… per questo non ti preoccupare che non ci sono problemi…e non ti preoccupare…che poi tanto tutti a te li giro Mi..(ndr.i voti), a 200 arriviamo… abbiamo… Paolo (ndr. De Sole) che viene da su… e ci incontriamo li a Cosenza che abbiamo da fare lì… – e poi scendiamo”. Scozzafava, risulta agli atti, va effettivamente a Cosenza per prendere accordi in vista delle vicine elezioni regionali alle quali doveva partecipare proprio Tallini.

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