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Fase 2, calabresi confusi: chi comanda tra premier, governatore e sindaco?

di Alessandro Manfredi – La Calabria è un caso nazionale. Lo è diventato dopo che il Governatore Jole Santelli ha emanato un’ordinanza dopo le 22 di ieri, autorizzando l’avvio della Fase 2 da oggi, con annessa apertura di ristoranti e bar all’aperto.

Ed è un caso nazionale che diventa giuridico, perché in poche ore tre figure istituzionali, Premier, Governatore e sindaci, hanno adottato determinazioni sovrapposte, avendone autorità riconosciuta dall’Art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali, tutto in poche ore, tanto da disorientare i calabresi come mai era accaduto prima.

In pratica il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha emanato in data 26 aprile il Dpcm relativo alla Fase 2 con partenza al 4 maggio, determinando l’apertura di ristoranti e bar dall’1 giugno, ad esempio, ma comunque sancendo una ripresa graduale scaglionata a settori per tenere a bada l’aumento del contagio. La Santelli, ieri sera, ha anticipato l’allentamento da oggi, aggiungendo l’apertura di ristoranti e bar all’aperto. In ultimo i sindaci hanno ribaltato l’ordinanza della Santelli impedendo l’avvio della Fase 2 e tra loro i sindaci di Catanzaro, Sergio Abramo, e di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Fatta la premessa, la domanda legittima è: ma i calabresi a chi devono dare ascolto?

Innanzitutto è bene per onestà dei fatti chiarire un aspetto prima di rispondere giuridicamente e tentando di fare chiarezza su chi sia la massima autorità nel prendere decisioni per i cittadini. L’aspetto in questione riguarda la politica, sul quale non ci soffermeremo molto, ma ci limiteremo a sottolineare come in questo momento drammatico, di paura, di disorientamento e di crisi economica in atto, apprendiamo la cruda verità che i politici italiani, ad ogni livello, stiano ancora a litigare su chi ha maggior potere ostentando protagonismi, che mandano in bestia anche i più pacifici. Combattono la loro guerra di potere sulle spalle dei cittadini e procedono nell’assumere decisioni personali sulla base di opinioni esclusivamente soggettive, che ricadono su milioni di persone. Ergo, non esiste più la garanzia di democrazia e di rappresentanza popolare. Conte ha deciso in autonomia, la Santelli ha deciso in altrettanta autonomia, i sindaci fanno la stessa cosa, mettendo in serio pericolo l’interesse del popolo italiano e, nello specifico caso, di quello calabrese.

Ma tornando a chi i calabresi debbano riconoscere autorità istituzionale maggiore, cominciamo con il dire che non per forza il Premier ha più potere di un Governatore o dei sindaci. Riportiamo a supporto di ciò il paragrafo 5 dell’Art. 50 del Tuel:

“In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali”.

Dunque, è emergenza nazionale, perciò le decisioni spettano al Premier? La risposta è sì. Tuttavia, il Dpcm del 26 aprile scorso riconosce autonomia sia ai Governatori che ai sindaci, qualora vi fossero localmente situazioni che lo predispongano necessario. Ed allora è legittima l’ordinanza della Santelli di ieri sera? La risposta è sì. In caso di emergenza sanitaria, è poi utile sapere che è il sindaco ad essere la maggiore autorità sul territorio che governa, poiché è massimo organismo decisionale in ambito sanitario. Dunque, l’ordinanza dei sindaci che annullano quella della Santelli è legittima? La risposta è ancora sì.

D’altronde, sia il Premier, che Santelli e sindaci, dopo aver praticato la loro autorità emanando leggi e disposizioni ai cittadini, secondo quanto previsto dal rispettivo ruolo e competenza, non hanno più fatto nulla. Sarà ora compito dei vari studi legali individuare norme e leggi che stiano a legittimare più uno che l’altro. Intanto, la confusione nella già disorientata cittadinanza permane ancor più di prima. Alla domanda che ci si proponeva su chi avesse maggiore autorità tra Premier, Governatore e sindaco la risposta rimane evasa e tutta da chiarire. Ma i tempi per farlo sono lunghi e le crepe che la politica sta creando nel tessuto socio-economico diventano sempre più pericolose. Per essere all’altezza di questo momento storico sarebbe necessario essere uniti. Vi ricordate l’unità italiana dei primi giorni di lockdown? Ebbene, sembra passato un secolo, peccato che pare sia trascorso all’indietro, nell’assistere e nell’ascoltare a replicanti frasi ed atteggiamenti che tanto andavano di moda nel lontano 1920, quando la libertà gli italiani la persero per altro, che nulla ha a che fare con il Coronavirus.

Redazione Calabria 7

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