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Favoreggiamento e peculato all’Asp di Catanzaro, assolto direttore amministrativo

asp Catanzaro coronavirus

di Gabriella Passariello- Si conclude con un’assoluzione la posizione di Giuseppe Pugliese, direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro, (difeso dall’avvocato Francesco Laratta), che ha optato per l’abbreviato, coinvolto  nell’inchiesta Stop and Go sull’indebita appropriazione e distrazione di fondi della Comunità europea. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Catanzaro Matteo Ferrante, mentre il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva invocato la derubricazione del reato di favoreggiamento in omessa denuncia all’autorità giudiziaria, invocando la pena di 140 euro di multa. Il 7 settembre scorso il gup aveva già rinviato a giudizio gli altri 11 imputati tra dirigenti e dipendenti dell’Azienda provinciale finiti nella stessa inchiesta e che avevano scelto il rito ordinario. Si tratta di Giuseppe Romano, Francesco Francavilla,  Silvia Lanatà, Giuseppe Fazio, Ieso Rocca e Dario Marino. E ancora Francesco Grillone, Francesco Papaleo, Damiano Congiusta, Maurizio Rocca e Caterina Simonetta.

“Soldi sperperati”

L’inchiesta della Procura, che il 17 luglio 2018 portò la Guardia di finanza a notificare un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari per due persone e sette misure interdittive vergate dal gip Barbara Saccà, avrebbe consentito di accertare, secondo le ipotesi di accusa, l’indebita appropriazione e distrazione di fondi della comunità europea, concessi alla locale Asp per la partecipazione al progetto “Stop and Go”, che ha coinvolto diversi partner europei. L’obiettivo del progetto, cofinanziato dalla Commissione europea nel 2013 per oltre 760mila euro, era quello di definire un modello europeo per migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi socio- sanitari a beneficio della popolazione anziana, anche con l’approvvigionamento di servizi potenziati, per garantire sistemi domiciliari più tecnologici. Investigatori e inquirenti avrebbero accertato lo sperpero di fondi da parte degli indagati una volta ottenuta l’anticipazione finanziaria dall’Ue per un ammontare di oltre 300mila euro.

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