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Favorivano l’immigrazione clandestina con la complicità di avvocati e poliziotti (NOMI-VIDEO)

Sono 24 le persone arrestate stamattina dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione denominata “Ikaros” che ha scoperto l’esistenza di due associazioni che favorivano, attraverso una serie di attività illecite, la permanenza di extracomunitari nel territorio italiano. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati (15 in carcere e 9 ai domiciliari) sono quelle di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, corruzione. Gli indagati, tra i cautelati e quelli a piede libero sono complessivamente 90. Tra gli arrestati risultano gli avvocati del Foro di Crotone: Salvatore Andrea Falcone, Gennaro Mazza, Irene Trocino e Sergio Trolio; i poliziotti Rocco Meo e Salvatore Panciotto; il vigile urbano Alfonso Bennardis.

Tutti i nomi dei 90 indagati

Salvatore Andrea Falcone, 38 anni, di Crotone; Gianluca Malena, 42 anni, di Crotone; Sameer Khan Ahmadzai; Ur Rehman Atta; Jahfar Safi Zada; Edris Mahmoudzadeh; Sohaib Ahmad; Intzar Ahmed; Soran Omar Rashid Rashid; Soran Mirza Rasul; Rachida Lebkiiachi; Khasro Abdulhameed Mohammed; Ibrahim Mohammed Albayati; Irene Trocino, 45 anni, di Crotone; Sergio Trolio, 53 anni, residente a Crotone; Gabriella Panucci, 51 anni, di Crotone; Rocco Meo, 56 anni, di Crotone; Salvatore Panciotto, 38 anni, di Rossano; Gennaro Mazza, 67 anni, di Chiaravalle Centrale; Makwan Karim alias Marco; Rebin Saman Fawzi Fawzi; Khoshnaw Hussein Mustafa; Rawezh Waleed Khalid; Shantal Jamel Maaruf; Alfonso Bennardis, 61 anni, di Crotone; Nozad Idwayyiz Abdullah; Shahzad Abdullah; Numan Arifeen; Ahmad Noori; Imran Khan Ahmadzai; Emal Heidari; Shantal Talaat Saeed; Shukur Moharnmed Milcaeel; Younas Mohammad; Eausuf Bhuya; Lama Uddin; Jabar Hussain; Hardy Ismahil Ahmad; Kamaran Othman Qadir; Berzo Hatvez Saber Khara; Muhannued jomah Abdullah; Khurram Iqbal; Thierno Mamadou Diallo; Fahrahnk Abdulghafor; Mustafa Khoshnaw; Shaldza Oan Othrutut Qader; Ali Saifallah Ramadhan; Fareed Saifidlah Ramadhan; Ajab Gul Jan Arab; Akram Khan; Umer Kharoti; Nzar Khasro Noori; Arrumullah Omarkhel; Mohamntad Omar Sultani; Mati Ullah Kamal Uddin; Amin Safi; Mulzanzmad Nawaz Khan; Nisar Safi; Halfibullah Safi; Diary Hanta Holm Salih; Zhiar Ahnted Omer; Nabee Abdulhameed Mohammed; Ardhnt Omer Abdullah; Sinvan Ahmed Hamid; Sherwan Jalal Abdullah; Kanvan Kanabi Ismael; Imad Mohammed Ali Sauh; Haval Ibrahim Saleh; Tareq Hatna Sharref Kaka Khan; Bakhteynr Abdullah Hussein; Saad Yousif Falo; Shihab Fattala Mirza; Bestoon Mawlood Mustafa; Yadgar Othman Majeed; Tiziana Paletta, 42 anni, residente a Crotone; Ali Najeeb Mahmood; Santan Tofiq Qadir; Ako Abdallah Khdir; Solav Saman Ahmed; Awat Nasir Namiq; Esmat Hama Bash Madhat; Paola Musiello, 42 anni, di Crotone; Kanuan Abdul Rahman Abdullah; Dana Hussein Hassan; Farhang Sulamain Abdullah; Sarhang Sulamain Abdullah; Sartib Ayoob Abbo; Pietropaolo Rizzuto, di 38 anni, residente Crotone; Shilana Saadi Emam; Sayd Mohammad Ahmad Askari.

Le indagini

Nel corso dell’indagine, sono emerse due distinte associazioni aventi ramificazioni sul territorio nazionale e all’estero specializzate nelle predisposizione di documentazione falsa attestante residenze fittizie e false assunzioni nei confronti di soggetti richiedenti asilo, per lo più di nazionalità curdo irachena, interessati a ottenere il riconoscimento di una forma di protezione internazionale, non in quanto bisognosi di essere salvaguardati dal loro stato di origine, bensì solo per ottenere un titolo di soggiorno che garantisse loro la libertà di movimento sul territorio italiano ed europeo. A fronte di tali prestazioni i richiedenti asilo erano disposti a pagare delle somme di denaro. Promotori e partecipi delle due associazioni erano soggetti stranieri residenti nel crotonese e nelle province limitrofe, avvocati compiacenti, mediatori culturali e poliziotti in servizio presso la Questura – ufficio Immigrazione – nonché un dipendente della Prefettura in servizio presso la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale e un agente alla Polizia Locale di Crotone. I membri dell’associazione stranieri e i mediatori, in contatto con loro connazionali stanziati in Iraq o all’estero, facevano da intermediari e procacciatori per i legali compiacenti i quali predisponevano documentazione falsa o attestazioni fasulle circa la presenza sul territorio nazionale del richiedente asilo per conto del quale avanzavano la richiesta soprattutto presso le Questure di Crotone e di Catanzaro. Una volta avviata la pratica il richiedente, che si trovava in Iraq, veniva avvisato della fissazione dei vari appuntamenti previsti dalla procedura ossia fotosegnalamento, audizione della Commissione Territoriale e, infine, ritiro del permesso di soggiorno, in occasione dei quali giungeva in Italia tramite aereo munito di regolare visto turistico, per poi ripartire facendo rientro nel paese da cui chiedeva di essere protetto. Nel corso dell’indagine si è inoltre accertati il ruolo ricoperto dai vari pubblici ufficiali i quali o erano consapevoli della strumentalità delle richieste, ma comunque si prestavano ad assecondare il sistema illecito oppure, in alcuni casi, a fronte di somme di denaro e/o regalie, acceleravano le pratiche per i richiedenti o, in altri, attestavano falsamente le residenze degli stranieri.

 

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