Calabria7

Fazzalari arrestato dopo venti anni di latitanza, cognato in manette (VIDEO)

Ernesto Fazzalari condannato all’ergastolo con sentenza definitiva per plurimi omicidi, catturato dopo una ventennale latitanza nel 2016, è il cognato di Pasquale Zagari. Quest’ultimo era l’unico uomo dei vertici del clan Zagari-Fazzalari di Taurianova in libertà, finito in manette all’alba di stamane nell’ambito dell’operazione Spes contra Spem coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri. Un’inchiesta che oggi ha fatto scattare le manette ai polsi di 11 persone riportando alla memoria l’arresto di Ernesto Fazzalari marito di Rosita Zagari condannata per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo Terramara Closed.

L’arresto del latitante Fazzalari nel 2016

Un colpo decisivo al clan Zagari – Fazzalari era stato inferto il 26 giugno 2016 con l’arresto di Ernesto Fazzalari, all’epoca 46enne, avvenuto nella frazione Monte Trepitò di Molochio, nel Reggino. L’uomo che da venti anni era irreperibile fu raggiunto da un ordine di carcerazione a seguito di condanna all’ergastolo, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi. L’operazione, eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, era giunta ad esito di articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia. Fazzalari era secondo dei ricercati per importanza e pericolosità della criminalità organizzata, inserito nel programma speciale di ricerca, irreperibile dal giugno 1996 allorquando sottrattosi all’arresto nell’ambito dell’operazione Taurus, era stato poi individuato all’interno di un’abitazione in complesso di caseggiati a ridosso di impervia area aspromontana.

Dettagli dell’operazione del giugno 2016

Fazzalari, ritenuto elemento di vertice dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante prevalentemente in Taurianova, Amato e San Martino di Taurianova e con ramificazioni in tutta la provincia di Reggio Calabira e in altre in ambito nazionale, sorpreso nel cuore della notte, non aveva opposto resistenza e, subito dopo l’irruzione degli operatori del GIS, aveva fornito le proprie generalità lasciandosi ammanettare.
Nel corso delle successive operazioni di perquisizione era stata rinvenuta una pistola con il relativo munizionamento, nonché altro materiale ritenuto di interesse per ulteriori approfondimenti investigativi.
All’interno dell’abitazione, al momento dell’irruzione, inoltre, era stata trovata anche una donna, di anni 41, tratta in arresto per i reati di procurata inosservanza di pena, concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione.

LEGGI ANCHE | Stangata alla cosca Zagari-Fazzalari tra Reggio e Brianza, 11 misure cautelari (NOMI-VIDEO)

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Soldi a un giudice per scarcerare boss di ‘ndrangheta, due a giudizio

Gabriella Passariello

Controlli dei Carabinieri nel Reggino, sanzioni e arresti

Matteo Brancati

Smaltimento illecito di rifiuti e discariche abusive: operazione del Noe anche in Calabria

Matteo Brancati
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content