Filippo Ruffa, il clown vibonese alto 85 centimetri che fece ridere il mondo e sposò la donna cannone (FOTO)

Amico di Federico Fellini e Kirk Douglas aspetta di essere ricordato nella sua amata San Gregorio D”Ippona. L’intitolazione di una strada sarebbe il regalo più bello

Una vita a colori e in bianco e nero. Una vita, seppure breve, vissuta tra sottile malinconia ed esaltazione per il lavoro divertente e spensierato che faceva in ogni parte del mondo.
Si tratta di Filippo Ruffa. Una star circense internazionale nato a San Gregorio D’Ippona nel 1939 e morto a Prato nel 1985 a soli 46 anni.
Filippo, per gli amici Pippo, era uno dei clown più conosciuti al mondo. Ha lavorato, in giro per il pianeta, dapprima con il circo di Nando Orfei e successivamente con Liana Orfei. Indossando i panni del clown sorridente e malinconico ha strappato sorrisi ai bambini americani, cinesi, argentini, inglesi, spagnoli, francesi e tedeschi i quali impazzivano letteralmente per lui.
Un uomo di appena 85 centimetri. Ottantacinque centimetri di carne viva innervata di intelligenza, bontà, eleganza, altruismo, delicatezza, umiltà, saggezza e rispetto soprattutto per animali e bambini che amava al di sopra di ogni altra cosa.

Uno show lungo una vita

Uno show lungo una vita

Per lui Liana Orfei aveva ritagliato all’interno del suo Circo uno spettacolo che coinvolgeva soprattutto i bambini i quali diventavano i protagonisti assoluti insieme agli animali. Quello di Pippo il clown era uno spettacolo nello spettacolo che durava per un’intera serata.
Con i suoi 85 centimetri sapeva trascinare in spettacolari risate l’intera umanità circense. Con Pippo ridevano e piangevano tutti. Il suo personaggio sapeva commuovere perché velato da una sottile tristezza che traspariva dai suoi occhioni neri e penetranti.
Indossando vestiti colorati e un trucco appariscente dava anima allo spettacolo che in uno dei luoghi più remoti della Cina durava ore e ore.

Dai film di Fellini al matrimonio con la donna cannone: tutti pazzi per Pippo Ruffa

Pippo era una star amata alla follia da decine di divi del cinema, dello spettacolo e della cultura. Il suo amico Federico Fellini lo voleva in tutti i suoi film. Era così amico penetrato nella sua vita che lo condizionò a tal punto da farlo sposare con la donna cannone Anna Verrelli. La donna che ispirò la canzone di Francesco De Gregori “La donna cannone”.
Quel matrimonio suscitò l’interesse di tutto il mondo. Con il maestro regista trascorreva giornate interminabili. Con lui si sentiva onnipotente.
Vivendo alla corte del grande regista incontrava letterati del calibro di Pierpaolo Pasolini di cui era diventato amico prediletto. Gli altri suoi amici di serate romane e milanesi spensierate erano Gianni Morandi, i comici Franco e Ciccio, gli attori Kirk Douglas, Carlo D’apporto e Paolo Villaggio. Pippo era anche il figlio prediletto di Liana Orfei che lo volle sempre vicino alla sua lussuosa roulotte.

Il ricordo del nipote Gregorio

Nonostante i suoi impegni internazionali, il clown dal viso malinconico, seppe tenere vivi i legami con il suo paese natio dove ritornò per brevissimi periodi a bordo di una Fiat 500 allestita appositamente per la sua altezza di appena 85 centimetri.
Questo suo simpatico handicap lo visse con gioia perché riusciva a provocare spensierata allegria soprattutto ai bambini diversamente abili che riempivano le prime file del suo spettacolo in giro per il mondo.
Pippo quando ritornava a San Gregorio D’Ippona, precisamente nella frazione di Zammarò dove era nato, amava stare con il suo amato nipote Gregorio Di Vito per anni direttore dell’ufficio delle entrate di Vibo Valentia.
“Era un uomo buono – ha commentato il congiunto -. Ricordo soprattutto la sua generosità e gli interminabili banchetti. Amava ritornare tra la sua gente che portava sempre nel cuore. Passavo ore ad ascoltare i suoi racconti che mi regalavano ore di profonda spensieratezza. Mi raccontava la sua vita in giro per il mondo. La cosa che mi colpiva era la sua felicità per aver saputo far ridere i bambini di tutto il mondo. Di questo andava fiero”.
Il giorno del suo funerale celebrato a Prato c’era una folla immensa. Nascosti tra la gente anche tanti personaggi famosi che non hanno voluto mancare al suo ultimo spettacolo che lo congedava dalle scene del mondo. Le sue spoglie mortali riposano nel cimitero monumentale di Torrino. Si spera adesso che il sindaco Pasquale Farfaglia intitoli una strada al “clown che ha fatto ridere i bambini di tutto il mondo”.

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