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Finanziaria 2022, annunciata protesta a Catanzaro: “Investire su sanità e lavoro” (VIDEO)

di Maria Teresa Improta – Non piace ai lavoratori la legge di bilancio che sta per essere approvata a Roma da Camera e Senato. La finanziaria 2022 non soddisfa le priorità dei calabresi che chiedono a gran voce sanità e lavoro. I sindacati sollecitano modifiche urgenti al fine di non sprecare le opportunità offerte dalla pioggia di finanziamenti del Pnrr. Per questo motivo, questa mattina, i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo a Lamezia Terme, nella sede Cisl hanno incontrato la stampa per annunciare la manifestazione di protesta di 11 dicembre a Catanzaro. Le tre organizzazioni sindacali pongono l’attenzione sulle proposte avanzate per ricalibrare la manovra finanziaria 2022, in discussione in Parlamento e che dovrà essere varata entro il 31 dicembre, e le problematiche della Calabria sulle quali è urgente e necessario intervenire.

Tonino Russo, Cisl: “Serve creare lavoro, non diseducare al lavoro”

“Le politiche attive sul lavoro e la sanità sono le nostre priorità. E’ mortificante – afferma il segretario regionale della Cisl Calabria Tonino Russo – che quando qualcuno viene qui ad investire non trova le professionalità di cui necessita. I percorsi degli ammortizzatori sociali devono esserci, ma non possono diseducare al lavoro. Servono politiche e interventi per creare lavoro. Nella nostra piattaforma unitaria abbiamo stilato una serie di proposte per usare i fondi del Pnrr in crescita, occupazione e sviluppo. Dobbiamo organizzare la macchina dall’amministrazione pubblica, che non è efficiente, e quando funziona viene tenuta in piedi da giovani laureati che da dieci anni sono precari. Per questo stiamo incalzando il governo regionale al fine di intervenire sulla stabilizzazione di queste figure. Da qui dobbiamo partire per spendere bene le risorse, altrimenti è illusorio pensare di poterne trarre beneficio. Allo stesso modo le risorse del Pnrr vanno investite per costruire una sanità che oggi è assente. Non si fa tracciamento oncologico, screening cardiologico, c’è un’emigrazione sanitaria che fa paura. Deve essere riorganizzata la macchina sanitaria realizzando una medicina territoriale ed ospedaliera che possa garantire la presa in carico del paziente offrendogli la possibilità di potersi curare”.

Angelo Sposato, Cgil: “Manovra di Governo inadeguata”

“Manifestiamo perché riteniamo la manovra di Governo inadeguata. I temi nevralgici – spiega Angelo Sposato segretario generale regionale Cgil Calabria – vengono trattati senza coinvolgere i sindacati, ma solo con mere comunicazioni dopo che sono state adottate le decisioni. I sistemi attivati con la finanziaria 2022 sono inconsistenti perché non si interviene sul fronte fiscale, non prevede detrazioni e mantiene intatte le criticità del sistema previdenziali. Eppure è evidente che serva rimodulare le pensioni perché non si possono tenere gli operai sui ponteggi fino a 67 anni, chi svolge lavori usuranti deve essere tutelato. In più se guardiamo ai giovani ci troviamo di fronte a tutto lavoro precario e sul precariato si stanno ponendo le basi della crescita. Non è pensabile, si tratta di un approccio socialmente fallimentare. Abbiamo fatto uno sciopero unitario con i lavoratori Tim perché siamo uniti nel chiedere interventi strategici che non intravediamo. Giorno 11 manifesteremo a Catanzaro, dove chiuderemo il ciclo di proteste avviato in diverse regioni dalla Puglia alla Campania. Il rapporto istituzionale con il nuovo governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto sembra partito con il piede giusto, ma sono le scelte della legge di bilancio che ci preoccupano in quanto non offre prospettive occupazionali serie per donne e giovani. Con questo approccio le nuove generazioni non vedranno mai la pensione. Bisogna fare interventi strutturali, ripensare le politiche attive del lavoro, della lotta alla povertà. E’ assurdo ascoltare Salvini che dice di voler recuperare i sostegni alle famiglie degli sgravi sulle bollette attingendo dal reddito di cittadinanza. E’ impensabile, perché è uno strumento che ha consentito di sopravvivere a migliaia di famiglie durante la pandemia. In più parliamo di rivoluzione digitale in Calabria, ma è utopia se non si parte dalle basi, basti pensare che nella nostra regione non sono collegati in rete neanche i Centri per l’Impiego. Dobbiamo dotarci di borse di lavoro per le donne vittime di violenza, puntare sulla formazione per l’inserimento nel mercato: serve coraggio per convogliare finanziamenti creando occupazione”.

Santo Biondo, Uil: “Contrastare l’evasione fiscale”

“Abbiamo dedicato il mese di novembre alle contestazioni, al fianco dei lavoratori: il 23 – ricorda Santo Biondo segretario generale regionale della Uil Calabria – eravamo a Villapiana sul cantiere della statale 106, il 26 siamo stati davanti all’ospedale di Crotone, il 29 a Gioia Tauro con i portuali, il 30 sono state tenute tre iniziative a Cosenza, Vibo, Reggio Calabria e l’11 manifesteremo a Catanzaro. La macchina pubblica dei Comuni e quella della Regione Calabria non sono in grado di organizzare la progettazione dei fondi Pnrr. Chiediamo alla politica di fermarsi, ragionare e non ripetere gli errori del passato. Abbiamo ascoltato lavoratori e lavoratrici che sono molto preoccupati. Vorremmo intravedere nella nuova legge di bilancio segnali chiari in direzione della solidarietà ed equità da parte di Governo. Per questo motivo continuare a sollecitare misure urgenti per recuperare gli oltre 110 miliardi di euro l’anno dell’evasione fiscale. Soldi che vengono sottratti a sanità, scuole, servizi al cittadino. Bisogna mettere al primo posto le fasce più deboli della cittadinanza, i soggetti che vivono nell’indigenza. Dopo 41 anni i lavoratori devono andare in pensione, mentre i giovani devono avere una pensione di garanzia perché saranno loro i poveri del futuro in quanto oggi entrano tardi nel mercato del lavoro e hanno contratti precari ininfluenti a livello previdenziale. Infine è indispensabile istituire una cabina di regia sul Pnrr per esercitare controllo sociale sulle risorse. E’ necessario affinché non si ripeta quello che è avvenuto con i fondi Covid che non si sa dove siano finiti, con i medici che non hanno ricevuto ancora le indennità maturate sin dall’inizio della pandemia nel 2020″.

 

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