L'Intervista

Fiumi di droga nel Vibonese: la disperazione di un tossicodipendente in trappola da quando aveva 15 anni

A 39 anni desidera la morte perché si sente solo e ammalato: “L’eroina ha distrutto la mia vita. I giovanissimi stiano lontano da questo inferno”

“Aspetto solo di morire”. Rocco, nome di fantasia, si lascia andare ad un racconto drammatico che sintetizza tutto il suo percorso di vita a partire dal primo spinello, fatto intorno ai 15 anni insieme ad alcuni compagni di scuola durante una gita scolastica. Il 39enne lo avevo già intervistato diversi anni fa. Quando ho raccolto la sua disperazione di tossicodipendente incallito aveva 29 anni. Le sue condizioni psicofisiche erano migliori di quelle attuali. L’eroina, la cocaina, gli allucinogeni, gli psicofarmaci, l’alcol e le sigarette gli hanno letteralmente distrutto cervello, cuore e polmoni. Da circa 6 anni è anche sieropositivo.

Il dramma quotidiano di un tossicodipendente

Il dramma quotidiano di un tossicodipendente

Rocco vive il suo dramma quotidiano con la droga in totale solitudine. Trova consolazione soltanto quando non si “sballa” e riesce a scambiare qualche parola con la mamma. Una donna ancora energica, ma rassegnata, che ha attraversato e sta attraversando l’inferno, avendo in casa questo figlio dipendente da tutte le sostanze psicotrope leggere e pesanti. Rocco non può contare su nessun altro componente della famiglia: fratelli e sorelle hanno interrotto i rapporti, da diversi anni, per i tanti problemi che ha portato in casa. Il 39enne, per reperire i soldi necessari all’acquisto della dose giornaliera di eroina o di fumo, ha mandato sul lastrico l’intero nucleo familiare. Quando non trovava i soldi si improvvisava spacciatore o rubava in casa, negli appartamenti e in qualche negozio. Per lui, se non intraprende un lungo cammino di disintossicazione e di cura psichiatrica, si stanno per aprire le porte del cimitero.

“Quello che sto aspettando – ha sottolineato -. Nella mia vita ho sofferto e ho fatto soffrire tante persone. Provo un rimorso incontenibile, soprattutto per i miei genitori e i miei fratelli e sorelle, che mi hanno aiutato finché hanno potuto. Sono stato una rovina per tutti coloro che mi sono stati vicini. Quando ho avuto l’occasione li ho anche derubati di tutto. Usavo cinicamente tutti per potermi drogare. Ogni escamotage mi tornava utile per acquistare la dose giornaliera. In vena mi sono fatto fino a 2 grammi di eroina. Non sono morto, ma più volte sono finito in coma per overdose”.

“Nel Nord Italia, il giro è in mano alla ‘ndrangheta”

Il racconto di Rocco si fa sempre più drammatico quando si è trasferito in una città del Nord Italia dove, per mantenersi il “buco” o la “sniffata”, si è anche improvvisato crudele spacciatore. “In quel periodo infernale – ha aggiunto – mi interessava solo avere soldi in tasca per assicurarmi un tenore di vita dignitoso. Da spacciatore ho rovinato un sacco di ragazzi e ragazze che il fine settimana venivano a comprare da me di tutto e di più pur di sballarsi. Ho visto morire alcuni giovani per overdose. Nel Nord Italia è facilissimo trovare la droga. Il giro è in mano, soprattutto, alla ‘ndrangheta, che fa affari d’oro sulla pelle di centinaia di sventurati come me. Purtroppo la stragrande maggioranza degli spacciatori sono anche consumatori, per cui è molto facile tenerli sotto scacco”.

Secondo Roco, i trafficanti di rango non si ‘sporcano’ con gente come lui. “Appartengono ad un altro livello e conducono una vita da grandi imprenditori. I pusher sono carne da macello. Se non pagano la droga che viene loro affidata li fanno fuori. Questo naturalmente valeva pure per me. Purtroppo la robaccia che si spaccia nelle grandi città come Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma arriva solo ed esclusivamente dalla Calabria dove ne circola a tonnellate. Dopo diversi anni – ha proseguito – trascorsi nelle città del Nord sono ritornato in Calabria per vedere se potevo tirarmi fuori da questo inferno. Purtroppo non ci sono riuscito perché la droga me la sbattevano sul muso”.

Fiumi di droga nel Vibonese: “Circola anche nelle scuole”

“Nella provincia di Vibo Valentia – racconta – le droghe pesanti e leggere scorrono a fiumi. La trovi dappertutto. I ragazzi si fanno gli spinelli anche intorno ai 15 anni. Addirittura circola anche nelle scuole. Nel fine settimana, soprattutto nel periodo estivo c’è il macello. A centinaia vogliono provare l’ebrezza dello sballo. I giovanissimi prediligono la marijuana che a momenti la trovi in ‘farmacia’. Posso tranquillamente affermare che i ragazzi e le ragazze che fanno uso di droghe leggere appartengono a tutti i ceti sociali”.

Il 39enne, alla luce della sua esperienza in materia di droga, ha affermato che in Calabria ci sono decine di clan che si arricchiscono con il traffico internazionale di droga. “Nel nostro territorio – ha sottolineato – trovi di tutto e di più. Lo sanno tutti dove bussare il venerdì pomeriggio per accaparrarsi il quantitativo necessario per il fine settimana. Personalmente quando mi voglio sballare mi servo sempre dallo stesso pusher che mi fa anche credito. L’importante è pagare altrimenti sono mazzate da orbi. Ti ucciderebbero anche. Non lo fanno perché altri perderebbero i soldi. Il tossicodipendente va tenuto in vita perché è una fonte di guadagno”.

Rocco, dopo questa analisi spietata, mi chiede di non svelare mai il suo nome per non creargli guai. “i raccomando – ha proseguito – non sveli mai la mia identità. Ho raccontato la mia storia per far conoscere alle nuove generazioni le difficoltà che si incontrano quando si diventa tossici come me. La droga mi ha fatto perdere tutto. Famiglia e amici hanno preso le distanze da me. Di tanto in tanto ci ritroviamo tra drogati in qualche luogo deserto per sballarci in compagnia. Per me non vedo alcun futuro. Se dovesse morire mia madre non avrei più nessuno che si prenderà cura di me”, spiega.

“Non mi suicidio solo per mia madre”

Per lui, la dipendenza delle droghe vuol dire “morte e disperazione”. “Da quando avevo 15 anni ricordo solo lacrime e sofferenza. Quando la mattina mi alzo penso solo a come recuperare 50 euro per acquistare la ‘roba’. Se non mi sballo non riesco a gestire la mia angoscia quotidiana. Ho pensato seriamente anche al suicidio. Non lo faccio per mia madre, l’unica, che seppur stanca, continua a starmi vicino. Ai giovanissimi, ripeto, li invito a stare lontani da questa robaccia che distrugge tutti i loro sogni. State lontani dall’eroina perché ci sono persone senza scrupoli che vogliono arricchirsi sulla vostra pelle”. Dopo la lunga chiacchierata con Rocco, ci stringiamoci la mano, salutandoci calorosamente. Angosciato per il suo stato di sofferenza mi viene spontaneo volgere gli occhi al cielo per chiedere alla Madre celeste di salvarlo.

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