Fondi statali “scippati” a Vibo, lo scaricabarile di Mangialavori e Occhiuto sui sindaci e… Salvini

Il primo cittadino di Mileto smentisce il parlamentare vibonese: "Io e gli altri miei colleghi della provincia non siamo in ritardo sui progetti"

Cinque, anzi no. Sono quattro o, forse, tre. Tre milioni di euro secondo l’ultima velina passata dall’entourage di Mangialavori al mainstream. Il decreto dirigenziale pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Calabria lo scorso 3 gennaio non può essere smentito da nessuno. Neanche dai “giochi di prestigio” di Occhiuto e soci tanto per citare il segretario provinciale del Partito democratico Giovanni Di Bartolo, tra i pochi tra le file dell’opposizione ad aver chiesto spiegazioni per lo “scippo” (perché di questo si tratta) dei una fetta di quel “tesoretto” da 36 milioni di euro che lo stesso Mangialavori aveva trovato per destinare alla provincia di Vibo Valentia e che in parte viene sottratto ai comuni vibonesi beneficiari (LEGGI QUI). La toppa – come spesso accade in casi del genere – è peggio del buco e i dubbi non vengono affatto chiariti ma aumentano in attesa di risposte chiare e precise messe nero su bianco in documenti ufficiali.

Sottrazione di fondi? No, ampliamento dei beneficiari

Sottrazione di fondi? No, ampliamento dei beneficiari

Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo dai fatti. I 36 milioni di euro stanziati a favore dei 50 comuni vibonesi così come previsto da un emendamento inserito in finanziaria sono diventati – secondo quanto comunicato a mezzo stampa dallo stesso Mangialavori – 33. La Regione con un gioco di parole prova a smentire ma conferma lo “scippo” dei fondi statali inizialmente integralmente destinati alla provincia di Vibo parlando di “ampliamento” dei beneficiari perché il termine “sottrazione” non fa propaganda e non si addici alla narrazione di Occhiuto. La sforbiciata colpirà qualche comune della provincia di Vibo Valentia per favorire uno dei sette scelti dalla giunta regionale ma non si capisce per quale motivo reale e con quale criterio oggettivo. Gli allegati al decreto dirigenziale non chiariscono e rendono la vicenda più nebulosa. La rimodulazione c’è, ma come saranno ripartiti nel dettaglio i fondi strappati alla provincia di Vibo e a quali comuni saranno sottratti? La Regione non chiarisce un aspetto fondamentale. Il consigliere regionale del Pd Ernesto Alecci sintetizza il concetto evidenziando un altro aspetto non marginale: perché fra i beneficiari c’è Locri e non Soverato? Gagliato e non Badolato? Quali sono i criteri seguiti? Domande senza risposta.

 “E’ colpa dei sindaci”

L’interrogativo principe è tuttavia un altro: perché questi tre milioni di euro sono stati sottratti al Vibonese per essere destinati ai comuni di altre sette province? Per Giuseppe Mangialavori è colpa dei sindaci già sollecitati ai primi di dicembre ad andare a sottoscrivere gli accordi di programma al Ministero almeno per i fondi della prima annualità. Una versione smentita pubblicamente dal sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, non proprio un facinoroso di sinistra. “La Regione ha chiesto ai Comuni prima dell’approvazione della convenzione quella dei progetti esecutivi fissando il termine di 250 giorni per completare l’operazione. Termine che scade a marzo. Da quanto ne so i comuni interessati stanno facendo la progettazione esecutiva e certamente arriveranno in tempo. Mileto è già pronto”. Tradotto in termini più semplici, il pensiero di Giordano è antitetico a quello di Mangialavori: i sindaci non sono in ritardo, men che meno Mileto che ha già incamerato il progetto esecutivo e a breve lo approverà. “Nessuno, almeno io, ha messo in dubbio – specifica il sindaco di Mileto – la proficua attività del presidente Mangialavori che anzi ringrazio perché sta lavorando per portare risorse al nostro territorio nuove. Non è assolutamente mia intenzione contrappormi a lui”.

La Regione scarica le responsabilità sul Mit

L’altra versione tende a scaricare le responsabilità della rimodulazione sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sostanzialmente sul ministro Salvini, competente in materia e artefice della richiesta di allargare i benefici ad altre province della regione. “Si precisa – recita una nota – che il percorso seguito dalla giunta regionale per l’assegnazione dei fondi non ha avuto alcun intoppo, è stato concordato in ogni fase con il ministero per le Infrastrutture ed ha visto sempre la piena intesa con il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Giuseppe Mangialavori. E’ doveroso rappresentare che, nell’ottica della leale collaborazione con il Mit, si è si è condivisa la linea volta ad un modesto ampliamento della platea dei beneficiari, senza con ciò alterare l’approccio generale con cui era stato destinato il finanziamento.  

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