Forqual Calabria, Colao: “Per la Regione siamo dei fantasmi”

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“Evidentemente, per la Regione Calabria, il settore della formazione professionale e le politiche attive per il lavoro valgono meno di niente. A farci sentire dei “fantasmi” senza voce né diritti, è l’incomprensibile atteggiamento del presidente della giunta regionale e dell’assessore al ramo Fausto Orsomarso che, malgrado ripetute sollecitazioni, non ci hanno mai convocato per discutere assieme le problematiche del settore e non si sono degnati di rispondere alle nostre lettere o a farci contattare da qualcuno.” E’ quanto afferma, in una nota, il presidente dellaForqual Calabria (Associazione per la formazione calabrese di qualità) Salvatore Colao.

Questo incomprensibile silenzio è aggravato da una serie di decisioni, prese in questi mesi dall’attuale Giunta, che hanno finito col penalizzare fortemente le Agenzie di formazione e tutte quelle persone che negli oltre 70 centri di formazione presenti in Calabria lavorano quotidianamente e che dovrebbero avere gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri lavoratori. Abbiamo usato il condizionale perché, nei fatti, chi opera nella Formazione è stato “discriminato” dalle misure adottate dalla Regione con i Bandi “Riparti Calabria” e “Lavora Calabria” realizzate per sostenere le attività colpite dalla grave crisi determinata dal Covid. Infatti, sono stati incomprensibilmente esclusi i codici Ateco riferiti ai Centri di formazione, come se noi non fossimo stati minimamente toccati dalla crisi e non avessimo avuto pesanti ricadute economiche tanto dover ricorrere, per la quasi totalità delle strutture accreditate per la Formazione professionale, alla cassa integrazione in deroga e con l’estrema difficoltà da parte delle Agenzie di mantenere le assunzioni, le stesse rese obbligatorie dalla stessa regione al fine di mantenere il requisito dell’accreditamento.

Questo incomprensibile silenzio è aggravato da una serie di decisioni, prese in questi mesi dall’attuale Giunta, che hanno finito col penalizzare fortemente le Agenzie di formazione e tutte quelle persone che negli oltre 70 centri di formazione presenti in Calabria lavorano quotidianamente e che dovrebbero avere gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri lavoratori. Abbiamo usato il condizionale perché, nei fatti, chi opera nella Formazione è stato “discriminato” dalle misure adottate dalla Regione con i Bandi “Riparti Calabria” e “Lavora Calabria” realizzate per sostenere le attività colpite dalla grave crisi determinata dal Covid. Infatti, sono stati incomprensibilmente esclusi i codici Ateco riferiti ai Centri di formazione, come se noi non fossimo stati minimamente toccati dalla crisi e non avessimo avuto pesanti ricadute economiche tanto dover ricorrere, per la quasi totalità delle strutture accreditate per la Formazione professionale, alla cassa integrazione in deroga e con l’estrema difficoltà da parte delle Agenzie di mantenere le assunzioni, le stesse rese obbligatorie dalla stessa regione al fine di mantenere il requisito dell’accreditamento.

Dopo essere stati reiteratamente snobbati ed esclusi, in qualità di presidente di Forqual Calabria (Associazione per la formazione calabrese di qualità) in nome delle Agenzie formative accreditate con la Regione Calabria ho chiesto un incontro urgente per sapere cosa sarà del futuro delle formazione professionale e delle politiche attive per il lavoro nella nostra regione e per dare risposte credibili a tutti quei giovani, oltre 1200 in obbligo di istruzione, (Istruzione e Formazione Professionale) che hanno scelto un corso triennale di formazione e che ancora oggi non sanno quando e come potranno tornare a studiare alla pari degli altri studenti delle scuole. Anche questa richiesta che riguardava la nuova programmazione della formazione e delle politiche attive per il lavoro che raccolgono in prevalenza giovani in dispersione e abbandono scolastico, si è schiantata contro il muro dell’indifferenza eretto nei nostri confronti dalla presidente Santelli e dall’assessore Orsomarso, il nostro grido d’allarme è rimasto inascoltato e intanto, avvolto in questo colpevole silenzio, la formazione in Calabria rischia di morire tra l’indifferenza di chi ci governa e dovrebbe tutelare gli interessi di tutti”.

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