Freddato a colpi di pistola a Gioia Tauro, mistero sul movente della “condanna a morte”

Restano nell'ombra i motivi che hanno portato all'uccisione di Lo Prete, trovato cadavere sul sedile anteriore della propria Fiat Panda

Massimo Lo Prete, 50enne ritenuto vicino alla cosca Molé, è stato freddato a colpi di pistola a Gioia Tauro venerdì notte, poco dopo le 23:00. Le indagini serrate dei carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, coordinate dalla Procura di Palmi, con l’ausilio della Polizia Scientifica del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno portato ieri al fermo di un 38enne identificato grazie al monitoraggio delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area dove si è consumato il delitto. Si tratta di G. M. sospettato di aver trucidato il pregiudicato mentre si trovava a bordo della propria Fiat Panda grigia vicino al distributore di benzina Q8 in via Nazionale.

Mistero sul movente della “condanna a morte”

Mistero sul movente della “condanna a morte”

Restano ancora nell’ombra i motivi che hanno portato all’uccisione di Lo Prete, trovato cadavere nella vettura seduto sul sedile anteriore. L’uomo, padre di due figli minorenni e con a carico precedenti penali legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, aveva in gestione un’attività di autonoleggio. Era tornato da poco in libertà (in affido ai servizi sociali) e faceva spesso la spola tra Roma e la Calabria. Attinto alla testa da uno dei colpi d’arma da fuoco esplosi al suo indirizzo, sembrerebbe sia stato ucciso mentre stava uscendo dalla stazione di rifornimento carburante. Nelle prossime ore l’autorità giudiziaria si determinerà sull’eventuale convalida del fermo per il presunto killer che rompe un silenzio decennale nella città della Piana dove non si registravano fatti omicidiari dal 2013. Un’evidenza che preoccupa e lascia presagire che vi sia un nefasto fermento tra le cosche del circondario intente a ristabilire i loro assetti interni. Appare evidente che Lo Prete sia stato pedinato. Gli investigatori dovranno ora risalire a chi abbia decretato la sua esecuzione e per quali recondite ragioni.

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