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“Furbetti del tesserino” sulle strisce blu, scatta l’inchiesta della Procura

di Gabriella Passariello

Pass intestati a persone decedute e tuttora in circolazione, “tramandati” a parenti e amici per avere assicurato il parcheggio gratuito nelle strisce blu. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato un’inchiesta “sui furbetti del tesserino”, per verificare l’esistenza di possibili truffe ai danni delle casse comunali. Un’indagine nata in seguito ad un esposto dettagliato del Codacons, che aveva a sua volta ricevuto una serie di segnalazioni da parte dei cittadini con tanto di targa delle macchine munite di un pass abusivo.  Gli investigatori sono a lavoro per acquisire tutta la documentazione relativa ai pass rilasciati al Corpo della Polizia municipale, con indagini incrociate all’Ufficio anagrafe di Palazzo De Nobili.  Secondo la denuncia dell’associazione dei consumatori il pass rilasciato dal Comune per persone disabili o gravemente malate, (che in mancanza di parcheggi con strisce arancioni avrebbero diritto di sostare nelle strisce blu) non sarebbero stati restituiti al momento della morte dell’avente diritto, ma continuerebbero ad essere utilizzati da persone che non avrebbero alcun titolo per beneficiare del tesserino in beffa a quei cittadini che avrebbero veramente bisogno o meglio diritto a vedersi assegnato lo “speciale tagliando” e invece sono costretti a continui giri per cercare un parcheggio.

Accesso agli atti.  Il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto, tra l’altro, nell’ottobre del 2017 aveva già invitato  Comune e Comando dei vigili urbani a verificare la legittimità del rilascio dei pass agli aventi diritto, istanza, a quanto pare, che Palazzo De Nobili avrebbe lasciato cadere nel nulla.  Gli investigatori, inoltre, hanno bussato alle porte dell’associazione dei consumatori per acquisire l’istanza di accesso agli atti che il vice presidente nazionale aveva inoltrato al Comune per verificare l’esistenza di controlli incrociati tra i dati in possesso dal Comando della polizia municipale con quelli in possesso dell’Ufficio anagrafe.

© Riproduzione riservata.

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