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Gare truccate in Serie D, la Procura federale chiude l’inchiesta: tremano due società calabresi

di Mimmo Famularo – Un nuovo scandalo scuote il calcio dilettantistico calabrese e siciliano. Un terremoto giudiziario che rischia di abbattersi sul girone meridionale del campionato di Serie D. La Procura Federale ha infatti chiuso il cerchio intorno a una serie di presunte gare truccate notificando un avviso di conclusioni indagini che coinvolge tesserati e società. Si tratta di un fascicolo composto da 32 pagine che trae spunto dall’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Enna sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica in ordine a presunti illeciti sportivi commessi nel girone I del campionato di Serie D nella stagione 2019-2020. Nell’elenco degli indagati compaiono i nomi di dirigenti, allenatori e calciatori di diverse società. Oltre all’Acireale, il Troina, il San Tommaso, il Gela, il Licata, il Rotonda, l’Alcamo e il Marsala, l’indagine coinvolge pure due club calabresi: il Corigliano e l’Olympic Rossanese. Nell’avviso di conclusione indagini firmato dal procuratore federale Giuseppe Chinè compaiono anche i nomi di Mauro Nucaro, all’epoca dei fatti consigliere dell’Asd Corigliano Calabro, e Orazio Acri, detto Pierino, all’epoca dei fatti presidente dell’Asd Olympic Rossanese. A entrambi viene contestata la violazione dell’articolo 30 del codice di giustizia sportiva per aver – in concorso con altri due dirigenti del Troina e altri soggetti allo stato non identificati – tentato di alterare il regolare svolgimento della gara tra il Corigliano e il Troina disputata l’otto gennaio del 2020 e valevole per il campionato di Serie D (girone I).

La tentata combine di Corigliano-Troina

Secondo quanto si legge nell’avviso di conclusione indagini il 3 gennaio del 2020 il direttore sportivo del Troina Silvestro Dario Dell’Arte avrebbe contattato telefonicamente Orazio Acri, ritenuta persona “vicina” a Mauro Nucaro, consigliere dell’Asd Corigliano Calabro, ma di fatto – per l’accusa – patron della società tanto da essere appellato come presidente. L’obiettivo sarebbe stato quello di trattare per conto del “patron” del Troina Giovanni Alì la combine della gara che doveva giocarsi qualche giorno dopo. Il 4 gennaio del 2020 Dell’Arte e Nucaro si sarebbero anche incontrati in un ristorante di Messina per definire i termini dell’accordo. Acri avrebbe quindi fatto da mediatore ma l’accordo non sarebbe stato trovato perché il prezzo offerto da Nucaro (5mila euro) sarebbe stato ritenuto troppo basso da Alì.

Licata-Corigliano e l’accordo fallito

L’altra partita finita sotto la lente di ingrandimento degli investigatori è quella tra il Licata e il Corigliano giocata il 9 febbraio del 2020 e valevole sempre per il girone I del campionato di Serie D. In questo caso Silvestro Dario Dell’Arte “intratteneva – si legge tra nel fascicolo – una serie di contatti, sia telefonici che di persona, con un soggetto non compiutamente identificato ma certamente portatore degli interessi della società del Corigliano, con il quale concordava l’alterazione del risultato della gara indicata con la previsione della vittoria per la compagine calabrese”. Anche in questo caso però la combine falliva “a causa del mancato versamento da parte della società calabrese, prima della partita, delle somme pattuite per l’alterazione del risultato dell’incontro”. Il coinvolgimento dei due dirigenti potrebbe costare carissimo all’Olympic Rossanese e all’Asd Corigliano per i quali il procuratore federale ipotizza la violazione dell’articolo 6, ovvero l’illecito sportivo. Dirigenti e società avranno adesso la facoltà di nominare un difensore di fiducia, prendere visione degli atti del procedimento, presentare memorie difensive o chiedere di essere sentiti dalla Procura federale per rispedire al mittente le pesanti accuse.

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