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Genesi, parla l’ex magistrato Petrini: tra bugie e nuove rivelazioni

L’ex presidente di sezione della Corte di Appello di Catanzaro, Marco Petrini, tra bugie ammesse nei fatti riportati e nuove rivelazioni, prosegue nello svelare ai giudici di Salerno l’intricato mondo di corruzione di cui è stato soggetto attivo e per il quale è stato arrestato nel corso dell’operazione Genesi.

Altri elementi scottanti sono giunti agli inquirenti in merito a quanto da lui dichiarato nel corso dello scorso 17 aprile. I suoi rapporti con l’avvocato Marcello Manna, del foro di Cosenza, e l’assoluzione dal reato di omicidio di Paticucci. Tutto questo dopo essersi detto disposto e pronto a parlare e dire la verità. Una verità che era mancata, con l’ingresso in campo di sua moglie, Stefania Gambardella, indagata per intralcio alla giustizia. Secondo le accuse la moglie di Petrini è stata protagonista di alcune telefonate nelle quali a partire dal 22 febbraio scorso e in concorso con ignoti, avrebbe indotto l’ex giudice a rendere dichiarazioni mendaci, usando espressioni intimidatorie, in almeno tre interrogatori. Interrogatori di Petrini che magistrati inquirenti e investigatori della Guardia di Finanza di Crotone hanno verificato e appurato.

Petrini era già stato arrestato il 15 gennaio, nell’ambito dell’operazione “Genesi” condotta dalla Procura di Salerno su una serie di ipotesi di corruzione in atti giudiziari che lo vedono coinvolto in concorso con altre persone dalle quali avrebbe accettato denaro e altri beni in cambio di un suo intervento in vari procedimenti giudiziari. Il giudice, in seguito a una sua collaborazione, aveva ottenuto i domiciliari.

Oltre al giudice Petrini sono coivolti nell’inchiesta anche l’ex consigliere regionale Giuseppe Tursi Prato, l’avvocato Francesco Saraco, il medico in pensione Emilio Santoro e vari faccendieri.

Petrini non solo starebbe svelando ai magistrati di Salerno rivelazioni sull’inchiesta “Genesi”, ma anche particolari sulla sua affiliazione ad una loggia massonica “coperta”. All’interno di questa loggia ci sarebbero anche altri sette magistrati del distretto di Catanzaro e alcuni avvocati dei fori di Catanzaro, Cosenza, Castrovillari e Vibo Valentia. Inoltre, lo stesso Petrini avrebbe anche proferito i nomi di alcune persone coinvolte, tra cui spicca quello di Giancarlo Pittelli, in manette nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott”. L’avvocato, infatti, avrebbe presenziato al rito di iniziazione.

Tornando all’interrogatorio del 17 aprile scorso, Petrini – secondo quanto emerge dalle carte – ha tirato in ballo il giudice Fabrizio Cosentino, che non risulta indagato, dichiarando di non aver ricevuto da lui nessuna richiesta illecita, proveniente dall’avvocato Salvatore Staiano, così come invece sostenuto nei precedenti interrogatori di febbraio. Una retromarcia che tuttavia non si è registrata su altri particolari raccontati dall’ex magistrato ai giudici di Salerno. Senza dubbio, Petrini ha in mano le chiavi per aprire la porta di quel mondo di mezzo che in Calabria non risparmia alcun settore. Quello dei magistrati e degli avvocati corrotti è uno di questi e l’ex magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro è sicuramente una fonte dal quale apprendere elementi notevoli sui fatti e sul sistema corruttivo.

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