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Gettonopoli, la sfida è sui social. Costanzo lancia, Fiorita raccoglie

Comune Catanzaro

Il Comune di Catanzaro è diventato un bunker di silenzi, di frasi fatte ed azioni politiche studiate a tavolino, come si giocasse a scacchi.

La maggioranza non esiste, non si è mai svolto un consiglio comunale dopo l’inchiesta “Gettonopoli”, del 13 dicembre scorso. L’opposizione, per ovvia strategia politica, coerentemente agli ultimi tre anni di accuse, alcune finite all’attenzione dei magistrati, che ne misureranno la dimensione diffamatoria, avrebbe dovuto piazzare il colpo di grazia.

Invece no. Accade tutt’altro. Si dimettono 5 consiglieri comunali, Nicola Fiorita, Gianmichele Bosco, Fabio Celia, Libero Notarangelo e Roberto Guerriero, mentre dimissioni in blocco vengono proclamate a mezzo stampa da Forza Italia e ad oggi rimangono solo proclamate. Altri consiglieri, ostili al sindaco Abramo, come Sergio Costanzo, Cristina Rotundo, Lorenzo Costa ed Eugenio Riccio, sono rimasti al loro posto. E sembrano non aver alcuna intenzione di lasciare. Anzi, potrebbero essere la stampella utile proprio all’azzoppato Abramo, nel caso Forza Italia non avesse solo bluffato.

Insomma, un quadro tutto da dipingere, che però è già chiaramente un pastrocchio. E nel mentre i catanzaresi urlano il proprio sdegno virtualmente sui social, anche i consiglieri comunali e i freschi ex si misurano a mezzo Facebook, con atti di forza e sfide lanciate e raccolte.

L’ultima, quella tra Costanzo e Fiorita. Il primo sfida dal suo profilo i dimissionari a non ricandidarsi, così anche lui darà le sue dimissioni. “Dichiaro che sono pronto a dimettermi a patto che nessuno dei consiglieri dimissionari o futuri dimissionari si possano ricandidare alle future elezioni comunali, compreso il sottoscritto! Aspetto riscontri! Volete bene alla città o pensate solo al vostro futuro personale?” – ha scritto Costanzo. “Io ci sto” – ha commentato Fiorita. E’ solo una sfida? Una provocazione lanciata e raccolta? O davvero un patto di non ricandidatura dei consiglieri dimissionari sarà sancito per obbligare Costanzo a mettere in pratica quanto detto? Avrà forse Costanzo tentato una via di fuga per non passare da “ribelle” a “traditore”, provando la mossa dello scacco matto? In questo caso Fiorita ha accettato la sfida, ma quanto probabile può essere che tutti i consiglieri dimissionari o futuri dimissionari non si ricandideranno?

Di certo, la città capoluogo di Regione, Catanzaro, è la vittima designata, dopo le disastrose figure mediatiche a livello nazionale e dopo l’ombra di un pregiudizio diffuso che avrebbe avvolto i cittadini, confusi e disorientati, che mettono in seria discussione la morale dei rappresentati di Palazzo De Nobili. La politica catanzarese può ancora godere di credibilità? Si può considerare fare politica tutto questo? Ad ogni cittadino la sua libera sentenza. (a.m.)

© Riproduzione riservata.

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