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‘Gettonopoli’ Catanzaro, parte raccolta firme per dimissioni Abramo

abramo coronavirus

“Catanzaro non merita questo mercato delle vacche, non merita ciò che nelle ultime ore si sta tentando di consumare nelle stanze di Palazzo de Nobili.”

I Catanzaresi sono stufi della giostra dei continui cambi di casacca, stufi di quanti cercano di tenere in “scacco” la città al solo fine di mantenere la poltrona. Abbiamo deciso di iniziare una raccolta di firme per come previsto dallo Statuto. Questa iniziativa imporrà al sindaco di pronunciarsi in modo univoco sulle sue dimissioni, che ormai la città invoca come una grazia.”

Lo affermano in una nota Francesco Di Lieto (Codacons) e Alfredo Serrao (I Quartieri).

Vogliamo riportare Catanzaro democraticamente al voto e le sottoscrizioni saranno lo strumento per decretare la fine di un’esperienza amministrativa morente e di qualche interessato profittatore, per il quale è giunto il momento di farsi da parte. Questa liberazione democratica della città non può avvenire con il rumore dei tamburi, tanto meno con urla inquietanti.

Deve passare da una riflessione su quanto si è consumato in danno ai cittadini ed ed all’immagine di una intera comunità.

“Due sono le uniche forze che uniscono gli uomini: la paura e l’interesse”, così Napoleone, da profondo conoscitore delle miserie italiche, valutava i legami politici. Oggi lo stesso Napoleone sarebbe stato ancora più severo, sulla vicenda che ha caratterizzato il valore politico dell’amministrazione cittadina. Paura e interesse (?) sono probabilmente le uniche forze che continuano a reggere in sella Sergio Abramo, che non arretra di un passo per il bene della città (?), pur essendo sfiduciato di fatto da una parte consistente della sua ex maggioranza. Paura e interesse (?) avranno spinto il presidente del Consiglio Polimeni a travestirsi da agnello sacrificale ed a rimanere sordo alle sollecitazioni, finanche paterne, sul valore della moralità politica. Paura e Interesse lo avranno portato a tradire, di fatto, la fiducia dei tanti giovani, quando si è scoperto che è troppo choosy ed ha vissuto a politica e prebende.

Paura e interesse (?) hanno spinto i presidenti delle commissioni consiliari a validare un sistema “marcio”, quello che in fase di indagine, sembrerebbe, avesse indotto ad ipotizzare l’adozione finanche di provvedimenti cautelari per i reati di falso e truffa, sui quali si reggeva il sistema dei gettoni e, soprattutto, dei rimborsi alle aziende. Paura e interesse (?) hanno indotto tutti i gruppi, senza distinguo, a far finta di non vedere, voltando il capo, rispetto ad un sistema ben consolidato. Tanto che oggi riscoprono il valore dell’etica annunciando le dimissioni dei loro consiglieri ed assessori, o chiedendo quelle del sindaco. Paura e interesse (?) hanno spinto il consigliere Pisano, presidente di commissione, ad affermare candidamente dinnanzi le telecamere de La7 che lo scandalo di “gettonopoli” sia nato da una soffiata “poco democratica” di un pentito. Lasciando intendere, lui, che a Palazzo dè Nobili vi fosse un sistema “mafioso”.

Paura e interesse (?) hanno consigliato, giustamente, alcuni consiglieri comunali di opposizione a depositare le loro dimissioni, perché da uomini liberi diventa più facile distinguere il ruolo delle responsabilità, che sono anche di natura penale. Paura e interesse (?) consiglia oggi a Sergio Costanzo a condizionare le sue eventuali dimissioni, non già come valutazione personale ma, subordinando l’esercizio futuro dell’elettorato passivo ad una specie di rebus, capace di giustificare un eventuale cambio di casacca e sostituendosi anzitempo a quel valore di garanzia e di innocenza, troppe volte predicato in senso generale. Paura e interesse (?) inducono gli altri consiglieri di opposizione, quelli che erano stati mandati per controllare Abramo, Rotundo, Costa e Ciconte, oltre Costanzo, a puntellare di fatto la poltrona del sindaco, (ri)scoprendo il campione del calciomercato, quel Ciconte che era stato il candidato a sindaco del PD, incapace ancora oggi di chiedere scusa!

Paura e interesse (?) dovrebbero giustificare questa specie di “inciucione” che si regge su una parte di minoranza in bella mostra mentre cambia casacca, oppure nella campagna acquisti di eventuali “rinforzi”, i cui nomi sono ormai non solo sussurrati. In realtà dovrebbe essere la paura a dare vero consiglio a tutti questi protagonisti, in negativo, della città, quelli che vorrebbero fare un “laboratorio di indecenza”, dove la politica soccombe ma, ancora di più muore, senza funerale, ogni valore di democrazia e di partecipazione. Questa resta l’unica risposta che realmente ci resta e che si sintetizza solo e soltanto con l’unica soluzione che diventa credibile: elezioni subito! Giusto perché l’inciucio non è un elemento di valore in democrazia.

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