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Giovane prof stroncato dal Covid, “Non sapremo e non dovremo mai dimenticarti”

parcheggio ospedale pugliese

“Un immenso dolore percorre il nostro animo nell’apprendere la scomparsa del giovane prorettore dell’Università per stranieri di Reggio, il professore Domenico Siclari” (LEGGI). E’ quanto si legge in una nota stampa del circolo culturale Rhegium Julii in merito alla morte del giovane professionista deceduto giovedì sera all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro dove era stato trasferito d’urgenza dopo l’aggravarsi delle condizioni dovute al Sars-CoV-2. “Nato a Reggio Calabria 37 anni fa, uomo colto e sensibile, cattolico praticante, Siclari aveva conseguito il dottorato di ricerca sul tema “Il danno ambientale e le diverse forme di tutela giuridica” svolto presso l’Università di Santiago di Compostela (Spagna)”.

“Una brillante carriera”

“Ha svolto poi – si legge nella nota – una brillante carriera accademica: prima come ricercatore di Diritto pubblico e amministrativo, a seguire come professore associato, infine come Professore ordinario di Diritto amministrativo, amato per le sue qualità di studioso e di uomini mite. I suoi studi lo hanno spesso portato all’estero dove ha svolto diverse attività di ricerca. Ricordiamo la sua partecipazione alla 15 th Study session of Academy of European Public Law e le sue specializzazioni in Diritto amministrativo dei servizi sociali, Diritto degli Enti locali, Legislazione dei Beni culturali, Diritto pubblico dell’arte e della cultura, Diritto dei patrimoni culturali”.

“Attento ai processi di cambiamento del nostro territorio – si legge ancora -, Siclari partecipava attivamente a convegni nazionali e internazionali, ma anche alle manifestazioni culturali organizzate dalle Associazioni cittadine, fornendo sempre contributi di notevole spessore critico e analisi scientifiche di grande attendibilità. Con il Rhegium è stato protagonista di uno dei Caffè letterari del 2019 presentando il libro “Libertà totalitaria” e interloquendo con l’economista dell’università di Tours, il prof. Francesco Magris”.

“Addio caro amico”

“Il suo valore, ahinoi, non gli ha consentito di superare la battaglia più importante della sua vita, quella contro il Covid che si è accanito su di lui in modo improvviso e fulminante. Resta l’incredulità per tutti noi, il dolore per la sua famiglia, consapevoli di avere perduto una risorsa culturale importante che avrebbe contribuito in modo eccellente alla formazione di nostri giovani e avrebbe dato prestigio al nostro territorio. Addio caro amico. Non sapremo e non dovremo mai dimenticarti”.

 

© Riproduzione riservata.

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