Calabria7

Giovino, il match maggioranza-opposizione prosegue fra accuse e difese

di Danilo Colacino – Giovino, vale a dire l’ultimo casus belli tra maggioranza e opposizione a Palazzo De Nobili continua a far discutere. E tanto. Neppure il convegno tenutosi venerdì scorso in un rinomato hotel del porto di Lido è servito infatti a spegnere le aspre polemiche divampate sull’argomento. Anzi, semmai le ha rinfocolate. Eppure il sindaco Sergio Abramo e alcuni esponenti di spicco della sua articolata maggioranza avevano dichiarato che sarebbero riusciti a rintuzzare e soprattutto spegnere – una volta per sempre – la serie di appunti ricevuti, spiegando il piano varato per il grande polmone verde situato nell’area Sud del capoluogo. “Centinaia di ettari di terra su cui – hanno affermato all’assemblea di tre giorni fa – non ci sarà alcuna decisione calata dall’alto”. Ma – come premesso – non è bastato e allora ricapitoliamo cosa sostengono i ‘contendenti’ ormai in perenne contrasto sul punto.

La posizione di Abramo e dalla coalizione a sostegno dello stesso sindaco. Abramo è categorico. Dice di voler sfruttare al meglio la zona incastonata fra il mare e la SS106 e bolla come propaganda strumentale ogni critica, pure la più circostanziata, espressa sulla questione: “L’opposizione ci definisce i ‘cavalieri del mattone’, perché non ha argomenti e cerca di evocare un fantomatico affarismo invalso da parte nostra. Ma è una sciocchezza, priva di fondamento. Noi, lo ribadisco, ci rimetteremo al parere degli esperti: ordini professionali, associazioni di categoria, parti sociali varie e così via, prima di imboccare una direzione definitiva. E inoltre lanceremo un concorso internazionale di idee, che sarà regolarmente bandito dal Comune, per capire cosa fare su una delle superfici più grandi dell’intera area. Altro che cementificazione selvaggia, dunque. Un’accusa che ci fa ridere, rivolta proprio a noi: gli artefici dello stop alla lottizzazione di Tiriolello. E la smettano poi di parlare di tripartizione come fosse chissà che. È un termine suggerito – chiosa il primo cittadino – dalla naturale divisione in tre dell’area. Tutto qui. Altro che il nome di una pianificazione finalizzata a un indebitamente lucroso sfruttamento”.

Lo scetticismo (eufemismo!) dell’opposizione. Il centrosinistra, però, vuol far sapere che “non la beve. Che la realtà è molto diversa”. E lo sostiene spiegando: “La maggioranza aveva provato a svendere Giovino a pochi ‘signori del cemento’. Altro che impulso al turismo, architettura verticale, cubature e volumetrie ridotte. Si stavano preparando a fare un bel dono ai costruttori amici, tuttavia vistisi scoperti da noi hanno avuto paura. Li abbiamo insomma costretti a fare marcia indietro e adesso sono nel totale marasma. Hanno poche idee e per di più confuse. E sanno che adesso mortificare la vocazione naturale del grande polmone verde sarebbe esecrato dall’opinione pubblica cosicché l’elettorato li punirebbe subito. Ecco perché ora prendono tempo, in particolare Abramo, cercando soluzioni condivise al loro interno, però non facili da trovare in particolare da parte di quanti non avevano pensato al Piano B essendo convinto di potersi giocare indisturbati le prime carte. E invece – proseguono i leader dell’opposizione – noi abbiamo esercitato al meglio il ruolo di controllo che ci hanno assegnato i cittadini alle elezioni. E non permetteremo che una meraviglia paesaggistica, estesa il doppio di Soverato, diventi una sorta di Catanzaro 2, vale a dire il parco delle villette e seconde case di quanti risiedono negli altri quartieri ovvero una zona residenziale di chi non ha casa altrove”.

Le diverse angolazioni dei due ‘avvenimenti clou’ promossi da Abramo, circa 72 ore fa, e da uno dei suoi competitor alle Comunali del 2017, Nicola Fiorita lo scorso 16 marzo. Due stanzoni traboccanti di gente, la sala ‘fioritana’ del Dopolavoro ferroviario e quella ‘abramiana’ dell’albergo-ristorante del porto. Ma di soggetti di diversa estrazione. Perché il prof, leader di Cambiavento, fa il pieno di persone qualunque – la stragrande maggioranza – o comunque non addette ai lavori mentre il 75% almeno dei partecipanti all’assemblea indetta dal sindaco è costituita da diretti interessati per incarichi politici o professione svolta. Buon per l’aspirante successore dell’inossidabile Sergio, il rampante Nicola, allora? Non proprio o comunque niente certezze a riguardo. E in proposito basta evocare un gigante, comunque la si pensi, dello spessore di Pietro Nenni che parecchi decenni orsono commentava sarcastico e sornione certi illusori bagni di folla: “Piazze piene, urne vuote”. Ma questa è un’altra storia, perché l’unico aspetto che conta è cosa sarà veramente del futuro di Giovino. Un immenso polmone verde che in moltissimi, tra pineta e dune e fra mare e costruende strutture attrezzate a vocazione turistica, vorrebbero vedere ‘splendente’.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Sellion Motion Village, sabato la chiusura

manfredi

Cardiochirurgia universitaria: bilancio 2019 positivo

manfredi

Coronavirus, altri decessi a Catanzaro: sono due pazienti della Rsa di Chiaravalle

Matteo Brancati
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content