Calabria7

Giro di lucciole nel Catanzarese, il pm in aula: “A giudizio ex poliziotto e altri due imputati”

prostituzione minorile

di Gabriella Passariello-  Inserzioni di numeri di telefono nei siti hard, incontri a luci rosse e scambi di coppia in locali priveè. Il pubblico ministero Graziella Viscomi ha ribadito in aula la richiesta di rinvio a giudizio per tre dei quattro imputati, coinvolti nell’inchiesta “Lucciole e Lanterne”, scattata a marzo dello scorso anno in esecuzione di due misure cautelari agli arresti domiciliari e di una all’obbligo di dimora. Si tratta di Francesco Bagnato, ex assistente capo della Questura di Catanzaro, Giuseppe Borelli, titolare di un agriturismo in Borda di Sersale, all’interno del quale veniva esercitata la prostituzione e Bruno Dolce, con il compito di procacciare clienti dietro compenso economico anche con annunci sul web, mentre l’avvocato Domenico Cortese per Antonio Fratto, titolare di un laboratorio odontotecnico a Settingiano, ha chiesto di patteggiare la pena. Poi le arringhe difensive degli avvocati difensori Arturo Bova, Antonio Ludovico, Antonio Lomonaco, che hanno chiesto la nullità di sei decreti intercettivi, depositando una corposa memoria, oltre a chiedere al giudice il non luogo a procedere per i loro assistiti. Si ritornerà in aula il prossimo 5 maggio, giorno in cui il gup deciderà tanto sulle richieste di rinvio a giudizio tanto sul patteggiamento.

Favoreggiamento e sfruttamento alla prostituzione

Secondo le ipotesi di accusa Francesco Bagnato, assistente capo della Questura di Catanzaro, è coinvolto in prima persona nell’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento di prostituzione di donne di diversa nazionalità nel Catanzarese. Accompagna in prima persona i clienti dalle lucciole, pretendendo una percentuale sulla prestazione eseguita. E’ lui a contribuire al sostentamento delle ragazze, si adopera per reperire alloggi idonei alle giovani prostitute per lo svolgimento della loro attività di meretricio.

Il professionista insospettabile

C’è anche l’insospettabile professionista Antonio Fratto, con il ruolo, sempre secondo le ipotesi accusatorie, di favorire la prostituzione per finalità di lucro, titolare di un laboratorio odontotecnico a Settingiano, utilizzato per il meretricio. Dalle intercettazioni risulta che Francesco Bagnato, noto all’ambiente degli “scambisti” con il nome di Antonio, viene contattato dai clienti dopo aver pubblicato su siti d’incontri (Bakeka) il suo numero di telefono. Si dimostra disponibile a prestazioni allargate tra lui, il cliente e la prostituta, nonostante il cliente quasi sempre preferisce avere rapporti singoli con la lucciola, a cui chiede la percentuale. Bagnato indica un prezzo, di 50, 70, 100 euro a seconda del tipo di prestazioni richieste e il luogo dove poter incontrare la prostituta. Da altre conversazioni si evince come utilizzi appartamenti a Soverato, Gizzeria e Catanzaro, le cui chiavi sono a disposizione delle lucciole, che una volta terminato il loro “lavoro” vanno via e lasciano nell’appartamento il denaro destinato al poliziotto. “Non può non rilevarsi – scrive il gip nel provvedimento – come Francesco Bagnato, poliziotto in servizio alla Questura di Catanzaro e il dentista Antonio Fratto, abbiano organizzato, congiuntamente e disgiuntamente, in modo professionale e parallelo rispetto alle proprie attività lavorative, lo sfruttamento della prostituzione di donne bisognose di guadagni”.

 

 

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Controlli Nas alla mensa della scuola, il comune di Cortale: notizie errate

manfredi

Atto intimidatorio a candidato di Reggio Calabria, Marcianò: “Atto ignobile”

Giovanni Bevacqua

Tentarono di rapinarle picchiando madre e figlia nel Catanzarese, una condanna e due assolti

Gabriella Passariello
Click to Hide Advanced Floating Content