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Giù le mani dal Sant’Anna. Protesta dei dipendenti in piazza a Catanzaro (VIDEO)

di Damiana Riverso – Giù le mani dal Sant’Anna. L’eccellenza non si tocca. Questi gli slogan del sit-in di protesta dei lavoratori del Sant’Anna Hospital di Catanzaro che questa mattina sono scesi in piazza davanti il palazzo della Provincia. per difendere il al lavoro, alla qualità delle cure e difendere una struttura che negli anni è diventata punto di riferimento di tanti malati. “Questa nuova mobilitazione – hanno spiegato i manifestanti – è motivata dal fatto che l’Asp ha bloccato i rimborsi di prestazioni già erogate, per complessivi 20 milioni: alla luce di questa situazione, che sta comportando una crisi di liquidità, il management del Sant’Anna ha paventato il rischio della chiusura della clinica, ritenuta un’eccellenza nel Mezzogiorno nel campo cardiovascolare, con conseguente perdita del posto di lavoro per circa 300 dipendenti.

La vicenda

Il Sant’Anna rischia la chiusura. Qualche giorno fa il management aziendale  ha fatto sapere “che la struttura non potrà erogare prestazioni con onere a carico del servizio Sanitario Regionale. Come Management aziendale abbiamo cercato tutte le possibili interlocuzioni istituzionali (struttura del Commissario ad acta, Struttura commissariale dell’Asp di Catanzaro),  per avere indicazioni certe, formali e rituali  sullo status giuridico della struttura (aperta o chiusa?)  senza ottenere alcuna risposta. Pur essendo fortemente provati dalla grave attuale condizione aziendale, siamo altrettanto consapevoli del ruolo di servizio di pubblica utilità del Sant’Anna Hospital, e fino a quando possiamo ottemperare all’obbligatorietà dei mezzi, saremo fortemente determinati a rimanere al servizio della comunità calabrese”.

Tanta la solidarietà

Intanto dal mondo della politica, delle associazioni, dei sindacati  della società civile sono tanti i segnali di vicinanza al Sant’Anna. Appelli affinché la pratica venga presa in considerazione dalla Regione, dal nuovo commissario alla Sanità Guido Longo, interrogazioni ministeriali della deputazione calabrese. Accanto ai lavori anche i consiglieri comunali Riccio, Gallo, De Sarro, Rosario Mancuso, Ursino, Angotti, Praticò che presenteranno oggi al l’ufficio di Presidenza un documento per “richiedere la convocazione di un consiglio comunale di urgenza, in cui possibilmente si parli anche di integrazione e di futuro reale e concreto della sanità catanzarese che è anche sanità calabrese”.

#Nooicicrediamo

Questa mattina con camicia e mascherina i lavoratori sono scesi in piazza ancora una volta per gridare i loro diritti. Dietro quelle mascherine, padri e madri di famiglia che vivono ore di incertezza in un anno già segnato da una grave crisi. Ma dietro quelle mascherine ci sono medici e infermieri che ogni giorno regalano la professionalità, conforto, abilità alle tante persone che varcano la soglia del Sant’Anna con la speranza di una pronta guarigione. Una struttura che nel corso degli anni si è affermata tra le migliori per le cure delle patologie cardiovascolari e che oggi è a rischio chiusura, lasciando i pazienti nell’incertezza e con lo spettro di un’emigrazione sanitaria che la Calabria non riesce ad arginare nonostante le eccellenze nostrane in campo medico . “#Noicicrediamo” , con questo hashtag però i dipendenti continuano a lottare per loro stessi, per il diritto al lavoro e per i loro pazienti.

La testimonianza

In piazza a protestare contro il rischio chiusura anche i pazienti che accanto ai lavoratori vogliono difendere quella struttura che ha salvato tante vite. Lorenzo Lazzarini, racconta la sua avvenuta iniziata nel 2019, quando per la prima volta ha avuto crisi ed è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale pugliese e il giorno dopo traferito al Sat’Anna: “Io sono qui grazie a loro. Ho subito due operazioni a cuore aperto che mi hanno salvato la vita. Sono arrabbiatissimo. questo centro non può chiudere”

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