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Giudiceandrea: “Oliverio-Zingaretti, incontro segreto”

Il Pd calabrese ha finalmente il suo candidato, l’imprenditore Pippo Callipo. Ritiene sia la scelta giusta per le regionali?
Dopo mesi trascorsi a leggere di candidature, rinunce e tattiche, Pippo Callipo ha rotto gli indugi e sparigliato le carte.
Francamente io stesso non credevo che questo ritorno fosse possibile, ma le ragioni le ha spiegate lui stesso e sono tutte da ricercare nell’amore per la Calabria e per i troppi nostri figli che ancora oggi sono costretti ad andare via dalla nostra terra per cercare un futuro migliore.
Sì, credo che sia un’ottima candidatura, che finalmente incarna l’operosità dei calabresi, che scavalca l’iconografia che si disegna su di noi fuori dalla nostra regione. Il tutto nel segno dell’unità possibile ed anche della vittoria del campo largo del centrosinistra.
Qualcuno, proprio dal Pd, lamenta che la figura di Callipo sia stata vicino ad altre realtà politiche in passato
La facile critica a chi ha voluto e vuole bene come e più che ad un figlio, ad un autorevole e giovane parlamentare esponente del centrodestra calabrese (Mangialavori, ndr), sottolineata da chi ad Amantea, Rende, Corigliano-Rossano, Casali del Manco, Montalto ha dato il proprio personale sostegno a liste o candidati con connotazioni storiche di centrodestra la trovo disgustosa. Sono stati mescolati rapporti personali a rapporti politici. Callipo, per il suo percorso politico, ha scelto la strada del centrosinistra e questo è chiaro a tutti.
Chi lancia queste accuse dovrebbe essere coerente e guardare alla trave che si ha nel proprio occhio prima di guardare alla pagliuzza di Callipo.
Callipo si difende da sé. Ritengo, il suo essere di sinistra, nel suo operato, nella vicinanza ai suoi collaboratori e alle loro famiglie. Chiedete a loro cosa ne fa Callipo degli utili di fine anno e le somme ricevute in più in busta paga i suoi operai ogni anno.
E poi non sono io a dirlo ma i numeri: se si vuole vincere è bene avere un candidato che, per consenso personale, è capace di far tornare nella nostra casa chi si è smarrito nella “casa del diavolo”‘
Note dolenti: Oliverio e i suoi andranno via dal Pd? È ormai noto il suo impegno silenzioso per una ricucitura con Zingaretti
Beh non più silenzioso o non più di tanto. È noto ormai ai più che mercoledì scorso siamo riusciti, anche grazie ai buoni uffici di Marco Furfaro e di Nicola Oddati, oltre che alla disponibilità silente del commissario Graziano, a far incontrare in “gran segreto” Zingaretti ed Oliverio a Roma.
Credo che il Presidente Oliverio abbia incassato ancora una volta, come giusto che sia, un attestato ufficiale di stima da parte di Zingaretti e credo che si stia lavorando ancora alacremente da parte di Oliverio, oggi, per trovare una quadra agli accordi. Certo la sua intervista di ieri non lascia spazio a dubbi: il Presidente nonostante l’enorme lavoro profuso per cambiare direzione al destino della nostra regione, oggi si trova difronte ad una gran parte del proprio partito che non vuole più scommettere su di lui. Egli stesso ammette di non aver mai detto: “Oliverio o la morte”… Ecco: affiniamo i punti, recepiamo gli inviti alla non divisione, capiamo i limiti cui tutti, Oliverio per primo, possiamo e dobbiamo spingerci e corriamo insieme. L’incontro c’è stato a Roma ed io ne conosco contenuti e temi.
Non voglio e non posso credere che si possa restare sordi alle disponibilità acquisite.
Venerdì Zingaretti sarà di nuovo in Calabria a Lamezia alle 16.00 al T hotel, per presentare ai calabresi Pippo Callipo quale candidato alla presidenza della regione per il Pd: potrebbe essere il momento buono per un passaggio di testimone che sigilli L’unità del partito e del centrosinistra, per poter sperare in una sicura vittoria.
Cosa deve fare il Pd calabrese per mantenere la fiducia degli elettori e governare per i prossimi 5 anni? Perché bisogna dargli ancora fiducia?
Rinnovamento ed unità devono essere il nostro karma. Il movimento delle sardine ci racconta di un popolo silenzioso che non ne può più dei sovranisti arroganti, ma neppure dell’arroganza di un certo ceto politico della sinistra.
Il nuovo Pd, a mio parere, deve essere inclusivo e non respingente, moderno e Smart, pronto ad adattarsi alle esigenze del tempo restando vicino al popolo e capace di esserne guida.
Per fare questo ognuno deve essere pronto al sacrificio personale nell’interesse collettivo, ma di questi tempi vedo ancora troppe resistenze in tal senso. Ripartiamo da tutto questo insieme a Callipo presidente, insieme ad Oliverio e tutte quelle persone che vogliono il bene di questa terra
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