batticuore

Gli affari in nero del medico di Catanzaro, guadagni da 100mila euro ogni sei mesi a spese del Pugliese

Per il gip che ha disposto le interdittive e il sequestro preventivo degli studi privati: "Risorse pubbliche dirottate per scopi personali"

Guadagni da 100mila euro ogni semestre, un’attività molto lucrativa quella messa in piedi dal dottor Marco Scicchitano e dai suoi due infermieri, con la complicità dell’imprenditore Maurizio Gigliotti. Compensi in nero e dalla attività investigativa che ha portato gli uomini della finanza e del Nas dei carabinieri di Catanzaro a notificare 4 misure cautelari nell’inchiesta Batticuore per complessivi sette scrizioni nel registro degli indagati, nel biennio 2021-2022 Scicchitano ha eseguito almeno 110 interventi chirurgici di cataratta, quasi tutti nello studio catanzarese di via Alberti che ai pazienti costava 700 euro ad occhio, senza il rilascio di un documento fiscale, il pagamento della lente da inserire durante l’intervento era a carico del paziente e doveva essere pagato mediante bonifico o assegno in favore della ditta Emmegi Hospital srl di Maurizio Gigliotti. Tutto illegale e a spese dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio che si è vista sottrarre sotto gli occhi prodotti e attrezzature medico-sanitarie.

“Le è andata bene perché è scappata da altre uscite”

Ma il medico la paura di perdere il lavoro in ospedale ce l’aveva ed emerge in tutta la sua evidenza in una conversazione con una parente, alla quale ha raccontato che durante l’ispezione dei carabinieri avvenuta il 5 novembre 2022 in una clinica privata del Catanzarese, era presente e in servizio anche l’infermiera Anna Rita Procopio, che è riuscita a “sfuggire” ai Nas: “Le è andata bene perché è scappata da altre uscite, è stata notata nell’ufficio personale, nello spogliatoio perché lei è uscita dall’ufficio di servizio, perché era vestita.. era nello spogliatoio però uno che vuoi non può andare nello spogliatoio perché hai perso una cosa che cazzo vuol dire, invece se ti beccano in tuta allora come fai a giustificare…”. Dal proseguo del dialogo, veniva fuori che Scicchitano in un  passato recente aveva eseguito numerosi interventi di cataratta e anche laser lavorando nella clinica privata spesso in tarda serata e molte volte in sostituzione di un altro camice bianco.

Se c’ero io lì, perdevo il posto”

“Se c’ero io lì, perdevo il posto” vista la gravità degli addebiti disciplinari e non solo che gli sarebbero stati contestati, qualora  fosse stata scoperta l’abusività della sua attività privata, tanto che ometteva i versamenti di parte dei compensi riscossi dai pazienti all’Ufficio Alpi. Schicchitano aveva deciso di sospendere la parallela attività privata anche in quel centro clinico, nel tentativo di sfuggire ad eventuali indagini in corso. L’articolata indagine ha permesso di appurare che Scicchitano e i due infermieri Procopio e Sperlì supportati da Maurizio Gigliotti svolgevano attività sanitaria privata abusivamente anche di tipo chirurgico in modo imprenditoriale e soprattutto integralmente in nero. Marco Scicchitano era autorizzato ad eseguire nello studio privato di Catanzaro attività medica in regime di intramoenia allargata, ciò significa che le prestazioni avrebbero dovute essere eseguite per conto dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di cui era dipendente. Tramite l’Ufficio Alpi, avrebbero dovuto essere gestite le prenotazioni e ricevere il compenso riscosso da Scicchitano all’esito delle prestazioni offerte e invece accadeva che fosse il medico a gestire le prenotazioni in autonomia, via chat, tramite whatsapp o al telefono con il placet degli addetti all’Ufficio Alpi, anche attraverso la sua collaboratrice Procopio, dichiarando una parte minimale dei compensi riscossi e trattenendo il resto per se stesso e per pagare gli infermieri che lo coadiuvavano.

Prove distrutte

Per il gip Sara Mazzotta che ha firmato l’ordinanza per le interdittive e il sequestro preventivo degli studi privati di Scicchitano, “tutti gli indagati hanno dimostrato particolare dimestichezza nella distruzione di prove che avrebbero potuto inchiodarli, nascondendo i prodotti medicali di cui si sono appropriati”. Hanno formato false fatture, confezionato documentazione mendace, utilizzando l’intestazione dell’Azienda ospedaliera di appartenenza. Inoltre l’indagine espletata “ha consentito di verificare che i dipendenti dell’ospedale di Catanzaro, strumentalizzando le proprie funzioni- scrive il gip nel provvedimento- si sono appropriati in maniera continuativa di farmaci e presidi sanitari destinati al reparto di Oculistica dell’ospedale, per utilizzarli nel ben più lucrativo e privatistico studio medico di Schicchitano, dirottando le risorse pubbliche per guadagni personalistici. Medicinali destinati ai pazienti del nosocomio sottratti dal reparto dell’ospedale e collocati negli studi di Schiccitano.

La molteplicità de fatti criminosi commessi da tutti gli indagati in un ristretto lasso temporale è poi indice di una non comune propensione a delinquere, mentre la circostanza che i medicinali e i presidi sanitari” erano destinati ai malati del territorio e non certo a rifocillare gli scaffali di studi privati,  “evidenzia un’assoluta mancanza di rispetto non solo delle norme giuridiche ma anche dei più elementari principi morali”. Il gip ha disposto, come richiesto dal pm, il sequestro prevenivo degli immobili di Catanzaro e San Sostene, adibiti da Scicchitano a studio ambulatoriale privato. “Sebbene gran parte dell’attività medica illecita posta in essere dai membri del sodalizio sia stata svolta in città, anche l’immobile di San Sostene risultava essere nella piena disponibilità del sodalizio”. 

LEGGI ANCHE | Il rifornimento di farmaci del medico e infermieri al Pugliese di Catanzaro: “Come faccio a scappare con asta e flebo?”

LEGGI ANCHE | I timori del medico- imprenditore del Pugliese di Catanzaro e le soffiate del carabiniere sulle indagini in corso

LEGGI ANCHE | L’Oculistica del Pugliese di Catanzaro come una farmacia privata: il ruolo del medico- imprenditore e dei complici

LEGGI ANCHE |  Peculato e truffa al “Pugliese” di Catanzaro, 7 indagati e 4 interdittive: c’è anche un avvocato (NOMI-VIDEO)

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Le osservazioni in vista della conferenza di impatto ambientale
L'aspirante primo cittadino parla anche delle "condizioni disagevoli per l’erogazione delle prestazioni" e del "sovraccarico di lavoro"
Il più grande festival della regione, dall’anima itinerante e dal respiro internazionale, sarà inaugurato lunedì 15 aprile
Intanto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è in contatto con i prefetti delle città italiane
L'uomo non ha saputo specificare la provenienza del denaro che per gli investigatori sarebbe frutto di illeciti
Un evento che ha riunito i congregari presenti, finalizzato all’approvazione dei documenti contabili dell'associazione
Romano Bucci: "Si è trattato di uno scontro di gioco su un cross, uno dei due ragazzi intervenuti ha avuto la peggio con un trauma cranico"
Tra le Regioni con performance ‘intermedie’ nella spesa sviluppo software figura anche la Calabria
l'inviato
Sotto osservazione l’impianto consortile di Acquaro, Arena e Dasà da cinque anni fermo e quello di Pizzo che vomita in mare di tutto
Segnalata diverse criticità nel Catanzarese. I vigili del fuoco impegnati senza sosta anche in provincia di Cosenza
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved