Gli appetiti per le candidature regionali scuotono Palazzo De Nobili

comune catanzaro

di Danilo Colacino –

La situazione politica cittadina assomiglia tanto a quella di un pianeta che subisce l’attrazione gravitazionale di un corpo celeste molto più grande e quindi notevolmente influente sull’astro più piccolo. Sta di fatto, allora, che gli equilibri in consiglio comunale – di solito sì precari, ma alla fine della fiera stabili o comunque a prova di effettiva e definitiva rottura – se non sono già saltati, come sembrerebbe invece lampante, rischiano di farlo assai presto in virtù degli appetiti famelici sulle ambitissime postazioni di Palazzo Campanella. Posti al sole che seducono in maniera irresistibile una folta schiera di rappresentanti politici e di persone a loro particolarmente vicine.

La situazione politica cittadina assomiglia tanto a quella di un pianeta che subisce l’attrazione gravitazionale di un corpo celeste molto più grande e quindi notevolmente influente sull’astro più piccolo. Sta di fatto, allora, che gli equilibri in consiglio comunale – di solito sì precari, ma alla fine della fiera stabili o comunque a prova di effettiva e definitiva rottura – se non sono già saltati, come sembrerebbe invece lampante, rischiano di farlo assai presto in virtù degli appetiti famelici sulle ambitissime postazioni di Palazzo Campanella. Posti al sole che seducono in maniera irresistibile una folta schiera di rappresentanti politici e di persone a loro particolarmente vicine.

Le aspirazioni personali che creano fibrillazioni nel civico consesso. Sarà con ogni probabilità per questo motivo che dai banchi dell’assemblea provinciale (sede ospitante i consigli comunali da ben oltre un anno ormai, a causa dell’interminabile inagibilità dell’Aula Rossa. Questione clamorosa su cui…tutto tace) sono nel recente passato spesso arrivate, e continuano a farlo, micidiali bordate nei confronti degli assessori. Nel mirino ce ne sarebbe uno in particolare, che nessuno tuttavia ha finora avuto il coraggio di nominare in modo esplicito preferendo buttarla in caciara e generalizzando con stilettate all’intera Giunta quasi si fosse “nella notte in cui tutte le vacche sono nere” di hegeliana memoria. Strano, però, che l’assessore oggetto di attacchi velati, oltreché mirati, sia curiosamente alle prese con una, da tempo nota, candidatura eccellente per l’assise reggina… non strettamente personale. Un’aspirazione che voci di corridoio darebbero molto concreta in caso di investitura dell’attuale sindaco di Cosenza Mario Occhiuto quale aspirante governatore del centrodestra. Un papabile presidente che sarebbe infatti disponibile a inserire nel suo listino lo stesso professionista in corsa per un seggio in consiglio regionale.

Il patto sgradito agli Abramoboys. Ma il citato accordo è considerato una fuga in avanti, bocciata senza appello dai simpatizzanti dell’ipotesi Sergio Abramo alla guida dello schieramento. Una contrarietà tradottasi dapprima in una severa critica, come premesso collettiva, ad alcuni componenti della squadra di Abramo salvo poi sfociare addirittura nella richiesta di un rimpasto dell’Esecutivo. Un rimescolamento delle carte che renderebbe ancor più elettrica un’atmosfera già di per sé incandescente.

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