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Gli esperti confermano: i lupi si spostano verso altre zone

Gli attacchi e le aggressioni alle greggi registratisi negli ultimi tempi sono verosimilmente attribuibili a lupi.

Oltre allo scatto realizzato da una foto-trappola in un allevamento di Sellia Marina (Catanzaro), quindi a pochi metri dal mare, i pareri degli esperti confermano la reale possibilità che il predatore appartenente alla famiglia dei Canidi ed una volta considerato esclusivo frequentatore degli altopiani silani (oltre che virtuale protagonista delle favole) cominci a sconfinare scendendo anche a valle.

RIVEDI LA DENUNCIA DI UN ALLEVATORE CATANZARESE

E così, dopo aver raccolto la denuncia ed i timori di un allevatore direttamente colpito, la redazione di Calabria7 ha prima sentito il parere di un centro specializzato e poi attinto informazioni presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Catanzaro.

IL PARERE DEL CENTRO GE.CO.

Si chiama Ge.Co. ed è un’associazione per la Gestione e la Conservazione della Fauna selvatica. Ha sede a Lamezia Terme e fa capo a due zoologhe, Enza Fava e Milena Provenzano.

“Iniziamo a dire che è necessaria una verifica seria sulle morti degli animali per predazione,  in quanto un animale può morire per svariare cause e poi costituire cibo fresco per vari animali predatori – afferma Enza Fava.

Da quando è specie protetta il lupo va espandendosi in altre zone, sia per effetto dell’antropizzazione sia in conseguenza dell’espansione di ungulati come cinghiali e caprioli, loro prede preferite.”

“Per sua natura il lupo fa tantissimi spostamenti –le fa eco la Provenzano – infatti alcuni si sono trasferiti dal Pollino in Aspromonte ma anche a quote basse.      

I giovani tendono ad allontanarsi dal gruppo d’origine e ad abbandonare il branco di origine per occupare nuovi territori ed  in certe zone rurali abbandonate dall’uomo qualche adulto ha trovato l’habitat giusto per riprodursi. Inoltre è l’ibridazione tra cane e lupo è possibile spontaneamente con conseguenze salutistiche sulla purezza della specie.

Infatti solo l’indagine genetica può rivelare in quale tipo di esemplare ci si imbatte.

 

COSA DEVONO FARE GLI ALLEVATORI?

“Che la legislazione sia carente non è una novità. Però – suggeriscono le espertequalche punto fermo c’è. In caso di aggressione in area protetta ci si può rivolgere all’Ente Parco che attiverà la perizia di un veterinario per determinare il diritto all’indennizzo. Nel caso di attacco ad un allevamento fuori area protetta ci si dovrebbe rivolgere alla Regione che però ancora non è dotata di regolamento. Qualcosa si può fare in ottica prevenzione: i cani da guardianìa, le recinzioni elettrificate, il rifugio in stazzi notturni, precauzioni che non si fanno più in quanto il predatore non era più presenti. In poche parole – concludono le dottoresse Fava e Provenzano – occorre salvaguardare la specie ed anche tutelare gli allevatori.”

CHI LI UCCIDE RISCHIA L’IMPUTAZIONE

Erano esemplari inequivocabili di lupo le carcasse rivenute il 7 dicembre 2018 in agro di Decollatura ed il 4 marzo scorso nelle campagne di Sersale. Lo abbiamo rilevato presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale provinciale di Catanzaro, competente in materia.

In entrambi i casi gli esemplari sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco. E poiché l’animale rientra tra le specie protette essendo in via di estinzione sono in corso indagini della Procura per risalire ai responsabili.

Anche se i due centri si trovano sulle alture catanzaresi, la loro presenza in quelle zone non era ancora del tutto prevedibile. Il lupo infatti è stato sempre individuato come sovrano dell’alta montagna che in Calabria si identifica nel Parco della Sila cosentina.

Redazione Calabria7

© Riproduzione riservata.

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