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Grandi eventi Regione Calabria, Ruggero Pegna: “Una vergogna, magistratura intervenga”

Sotto accusa il bando regionale per il marchio grandi eventi 2020 con contributo di 300mila euro. “L’avviso pubblico di selezione per l’attribuzione del Marchio regionale Grandi Eventi Calabresi e per la concessione di un sostegno economico annualità 2020, bandito lo scorso luglio dalla Regione Calabria, è diventato una farsa dai toni grotteschi e, se non ci fossero di mezzo lavoro e sacrifici di anni, perfino esilaranti. Come per lo spot di Muccino e altre opache operazioni, è un’altra vergogna di cui deve occuparsi la magistratura”. Ad affermarlo è quanto afferma Ruggero Pegna, promoter e autore, ideatore e direttore artistico-organizzativo di numerosi eventi, tra cui Fatti di Musica, lo storico festival-premio del live d’autore giunto alla 35esima edizione, che presenta ogni anno in Calabria alcuni dei migliori concerti e spettacoli musicali nazionali e internazionali e che ha visto partecipare star come Sting, Tina Turner, Simple Minds, Elton John.

La graduatoria del bando

“La storia di questo bando – sostiene Pegna – è a dir poco allucinante, a cominciare dal ritardo nella graduatoria prevista dall’Avviso entro fine agosto 2020 dello scorso anno, ma arrivata in versione provvisoria solo lo scorso 1 aprile e in quella definitiva il 28 maggio 2021, nonostante le decine di ricorsi di quasi tutti i partecipanti per varie ragioni. E’ soprendente il silenzio del presidente facente funzioni, malgrado i continui appelli delle principali associazioni di categoria e dei maggiori promoter, allarmati dell’opaca gestione di un avviso importante per l’intero comparto, peraltro in un anno difficile per il settore. Gestione opaca emersa subito, con un testo dell’Avviso pieno di autentiche assurdità e l’annullamento, a settembre, della prima graduatoria per irregolarità mai spiegate, con sostituzione della commissione e, perfino, del direttore Generale del Dipartimento, fino alla nomina di una nuova commissione con figure esperte in dissesti idrogeolici e sismici, problemi ambientali ed ecologici, piste ciclabili e robe del genere. A conferma della incompetenza in materia di questa commissione sono arrivate una graduatoria e decisioni del tutto imbarazzanti per esperti del settore e, mi risulta, anche per funzionari dello stesso Assessorato alla Cultura che, negli anni, hanno seguito analoghi Avvisi”.

Il ricorso e la riammissione in graduatoria

“Ad esempio, la riammissione del mio festival Fatti di Musica, dopo il ricorso del mio legale Tiziano Lio, – racconta Ruggero Pegna – conferma che la documentazione non fosse stata nemmeno esaminata o capita, visto che le precedenti rendicontazioni erano state tutte approvate dallo stesso Assessorato. Questo inficia la credibilità di una graduatoria priva di qualsiasi criterio oggettivo, basata sul giudizio di figure che hanno attribuito punti in modo discrezionale, arbitrario, in contrasto con la realtà del settore, con i curriculum dei direttori artistici e con la storia stessa dei Festival storicizzati, peraltro già valutata e decretata dagli stessi bandi degli anni precedenti. A parte ciò, a rendere ancora più grottesca la commedia, è arrivata l’incredibile esclusione dei soggetti ammessi che non hanno effettuato il Festival entro il 31 dicembre 2020″.

Progetti ammessi, ma non finanziati

“E’ evidente che si tratta di un gravissimo abbaglio, in quanto la certezza del contributo di 300mila euro, arrivata solo ora e per esclusivo loro grave ritardo, era condizione necessaria e imprescindibile per poter effettuare gli eventi. Mai vista una cosa simile – dichiara Pegna – in 35 anni di attività: una graduatoria annullata e sparita, la definitiva arrivata con un anno di ritardo, progetti esclusi e poi riammessi, progetti ammessi e non finanziati per esaurimento fondi, graduatoria surreale e, infine, la pretesa che eventi da 500mila euro di costi si fossero svolti entro il 31 dicembre 2020 senza conoscere l’esito dell’Avviso e con i divieti Covid. Un bando Marchio Grandi Eventi che, per un motivo o l’altro, esclude Ama Calabria che rappresenta la Musica Classica, il Peperoncino Jazz Festival il jazz, la mia Fatti di Musica, l’oscar della musica d’autore e pop con cui da 35 anni porto in Calabria i più grandi eventi è un’offesa alla stessa Calabria. Convinto che, una volta per tutte, si debba sgomberare il campo da qualsiasi gestione approssimativa e oscura di un comparto fondamentale per questa regione, quale Cultura e Grandi Eventi, come tutti gli altri illegittimamente esclusi ho dato incarico al mio legale di procedere con ogni denuncia tesa a fare chiarezza sia sull’attribuzione dei punteggi, sia sull’intera assurda e inaccetatabile gestione di questo Avviso. Chi ha costruito la storia del grande spettacolo dal vivo in Calabria, non meritava di assistere a questa indecorosa commedia”.

© Riproduzione riservata.

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