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Gratteri a Presa Diretta: “Il Governo deve investire sull’informatizzazione della giustizia”

Il settore giustizia durante il lockdown dovuto alla pandemia di Covid19 si è fermato. Uffici deserti, processi rimandati e grande disagio per i cittadini. Ha parlato di questo qualche minuto fa il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite del programma di Rai3 Presa Diretta.

“Negli ultimi decenni – ha detto Gratteri –  i vari governi non hanno mai investito sull’informatizzazione della giustizia e questo è il risultato. Ogni volta che noi arrestiamo 100 o 150 persone spendiamo oltre 50mila euro di carta. Io avevo addirittura proposto l’uso di tablet (di sola ricezione) per i detenuti per inviare tutte le informative, da restituire e ripulire una volta scontata la pena. Abbiamo carabinieri che invece di fare il loro lavoro di contrasto al crimine, fanno i messi di notifiche. In questo periodo ci siamo accorti come sia datato il sistema della giustizia. Si sarebbero potuti tenere i processi on line se solo si fosse investito di più e anche se noi magistrati avessimo avuto più coraggio. A monte, insomma, dobbiamo eliminare la carta, con il mio ufficio abbiamo scannerizzato tutti i documenti”.

Gratteri ha concluso il suo intervento con un accenno al processo Rinascita-Scott che partirà l’11 settembre nell’aula bunker del carcere di Rebibbia a Roma: “Purtoppo si terrà a Roma e non in Calabria com avevamo chiesto ma riusciremo a ottenere anche questo”

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