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Gratteri e la Stella di Natale che vale il futuro della Calabria

di Alessandro Manfredi – “Una Stella di Natale lasciata davanti al comando provinciale Carabinieri di Vibo”. E’ il messaggio postato sulla sua pagina Facebook dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.

Le parole commentano la foto di una Stella di Natale, lasciata in omaggio ai carabinieri dopo la più importante operazione contro la ‘ndrangheta messa in piedi negli ultimi decenni. Oltre 400 indagati e 334 arresti tra politici, imprenditori, avvocati, rappresentanti istituzionali, dipendenti pubblici, esponenti delle forze dell’ordine, insomma, uno spaccato intero di una società tremendamente corrotta e controllata a piacimento dalle cosche più potenti del mondo, quelle del Vibonese, capeggiate dai Mancuso di Limbadi.

Alle forze dell’ordine, oltre 2.500 unità in campo, è arrivata la gratitudine dei calabresi onesti, un semplice caffè, come una semplice stretta di mano o ancora un “siete grandi” urlato tra la gente. La Calabria, come Gratteri ha detto, è stata smontata come un trenino Lego, ora va rimontata e non ci sono più alibi.

Il Procuratore “eroe” dei calabresi va oltre l’aspetto criminale della vicenda e lancia uno dei messaggi sociali più importanti ascoltati mai dai cittadini onesti di questa terra, marchiata a sangue dal silente dominio della ‘ndrangheta e dello Stato corrotto. “Scendete nelle piazze ed occupate gli spazi che vi abbiamo liberato” – ha detto Gratteri a margine della conferenza stampa, subito dopo l’esecuzione degli arresti.

La Calabria, quella pulita, non si deve riconoscere più in un dominio selvaggio, divenuto come un cancro all’interno del tessuto sociale, che ha prosciugato il senso civico e morale di quei calabresi che si sono fatti coinvolgere in un sistema che è oggi capace di controllare anche regioni come il Piemonte, il Veneto e la Lombardia, capace di acquistare i locali più importanti di Roma, di comprare tutto quello che è regolare anche in Europa, per reinvestire i miliardi di euro prodotti attraverso la droga, le armi e gli appalti milionari concessi con la collaborazione di uomini indegni, magari eletti dai calabresi stessi, in cambio di un lavoro, di un favore, di un servizio, di un diritto.

La Calabria è terra di diritti svenduti e mai difesi. Gratteri chiama a raccolta tutti coloro che come lui amano la Calabria e hanno deciso di rimanerci per combattere, fino a rischiare la vita, sua e dei familiari. Quello di Gratteri si chiama coraggio o se vogliamo lucida follia. La stessa di coloro che hanno scritto le pagine più importanti della storia umana, delle sue civiltà e che hanno conquistato e difeso quei diritti che oggi in molti regalano alla ‘ndrangheta per pochi spicci. E’ la dignità che la Calabria e i calabresi devono ritrovare, perché ad uno Stato corrotto e strumento della ‘ndrangheta si contrappone con grande forza e determinazione lo Stato dei diritti e della giustizia. Ecco perché la Stella di Natale postata su Facebook da Gratteri, non è semplicemente una pianta con la quale omaggiare donne e uomini che quotidianamente vivono e lavorano nel nome di ciò che li ha portati a scegliere chi voler essere in questo mondo.

Quella Stella di Natale è molto di più, è la speranza di tanti calabresi onesti, che ora vedono uno spiraglio di luce nel tunnel nel quale per decenni sono rimasti imbottigliati, nascondendosi da un sistema violento ed oppressivo, che ha distrutto generazioni di giovani talenti. “E’ ora di cambiare” – ha detto Gratteri. E’ storicamente il momento giusto per cambiare. La scelta, tuttavia, è in mano ai calabresi. Ecco perché anche solo un caffè, come la stretta di mano o una Stella di Natale per dire grazie a Gratteri ed alle forze dell’ordine, in questo momento storico, diventano il messaggio sociale più bello ed importante da diffondere.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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