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Gratteri rinuncia alla Procura di Milano e punta alla Direzione nazionale antimafia

Nicola Gratteri ha rinunciato a fare domanda alla Procura di Milano. Il suo nome infatti non risulta nell’elenco degli aspiranti successori a Francesco Greco, l’attuale a capo dell’ufficio giudiziario milanese che nei prossimi mesi andrà in pensione. Oltre a Gratteri, nella lista dei nomi che andranno al vaglio della quinta commissione del Csm non figura neanche un altro dei grandi favoriti della vigilia, il procuratore di Napoli Gianni Melillo. C’è ed è adesso in pole position per titoli e anzianità il procuratore generale di Firenze Marcello Viola che sembrava destinato a Roma dove però il Csm gli ha preferito Michele Prestipino il quale proprio ieri ha incassato una nuova bocciatura del Consiglio di Stato che ritiene irregolare la nomina dell’ex braccio destro di Pignatone. Persa la Capitale, Viola punta adesso a Milano dove dovrà vedersela con il procuratore di Bologna Amato, con quello di La Spezia Patrono, gli altri due candidati principali.

E Gratteri cosa farà? Per il momento rimarrà a Catanzaro dove il mandato scadrà nel 2024. Cambia lo scenario. Il prossimo anno si libererà il posto di procuratore capo della Direzione nazionale antimafia. Federico Cafiero De Raho andrà infatti in pensione e Gratteri punta alla successione per continuare a contrastare le mafie e, in particolare, la ‘ndrangheta da una postazione diversa. L’alternativa? La Procura di Palermo dove è in scadenza l’attuale procuratore Lo Voi. Anche quest’ultimo pensa alla Dna e si preannuncia una sfida a due con Gratteri per prendere il posto di Cafiero De Raho.

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