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Grave infezione per un neonato: salvato al ‘Pugliese’ di Catanzaro

di Nico De Luca – Uno scricciolo celeste. Eppure già un guerriero vincente. A neanche un mese dalla nascita  è stato in pericolo di vita.

Una situazione in cui il mondo crolla addosso ai genitori ed il freddo penetra nelle loro ossa malgrado l’afa di piena estate. Dovendo trovare pure la forza di mascherare l’incubo alla sorellina, impaziente di abbracciare il nuovo arrivato.

E’ quanto hanno vissuto due coniugi di Catanzaro prima di consegnarsi pienamente alle mani del personale medico e paramedico dell’ospedale Pugliese-Ciaccio, reparto di Patologia Neonatale.

Il loro secondogenito da qualche giorno aveva una febbre persistente. Dopo i controlli di routine il terribile messaggio: il bimbo era in pericolo di vita per una gravissima infezione. Sono stati giorni di ansia indicibile. Controlli, terapie, cure e tanta tanta paura. Poi il piccolo reagisce ai farmaci, il responso peggiore è scongiurato fino a che si torna a casa, felici più che dopo un nuovo parto.

Giusta e purtroppo non sempre scontata la riconoscenza di questi giovani genitori verso la struttura, i medici e le persone che si sono presi cura del bimbo.

LA LETTERA

“Vogliamo raccontare della nostra sanita’, di una sanita’ eccellente che da genitori abbiamo riscontrato nel reparto di Patologia Neonatale (terapia intensiva) dell’Ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

Sentiamo, spesso, parlare della nostra sanita’ come una delle peggiori, ma quello che noi abbiamo vissuto, il personale medico ed infermieristico con cui ci siamo rapportati, per la salute di nostro figlio, e’ davvero un’ eccellenza catanzarese.

Le cure tempestive ed adeguate hanno salvato la vita al nostro bimbo. Vorremmo ringraziare il primario prof.ssa Maria Luisa Lucente, le dottoresse Vonella e Scozia, l’infermiera pediatrica Pina Rotundo, la caposala Santina Marrazzo , le O.S.S. Miriam,Roberta e Manuela.

Non ricordiamo tutti i nomi, ma un grazie a tutto il personale che si e’ preso cura del nostro bimbo.

Estrema professionalita’, umanita’, empatia, in un ambiente che nessun genitore vorrebbe conoscere, ma un ambiente in cui un semplice sorriso puo’ fare la differenza. Fare il medico, l’infermiere e’ una missione. Non tutti possono farlo, prendersi cura degli altri, in questo caso di neonati non e’ semplice. Lasciavo ogni sera mio figlio piangendo, ma sapevo che sarebbe stato in buone mani.

Mi e’sembrato di vivere quei giorni in famiglia, il calore che si respira tra i rumori dei macchinari, l’odore del disinfettante, i camici verdi che devi indossare, e’ confortante. La nostra storia a lieto fine e’ una storia avvenuta a Catanzaro, in un ospedale che non ha nulla da invidiare ai rinomati ospedali del nord.”

Lettera firmata

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