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Green pass: aumentano le assenze per malattia, ma i medici per i controlli sono pochi

green pass lavoro

I dubbi, col passare dei giorni, pare si siano tramutati in certezze. E a sostenere questa tesi ci sarebbe il forte aumento dei certificati medici, quasi il doppio in media giornaliera rispetto al periodo pre-Covid. Decine di migliaia di lavoratori non in possesso di Green Pass pare avrebbero deciso di ricorrere a finte malattie per evitare di pagare il tampone, ma anche di subire le sanzioni previste per chi non può entrare in ufficio perché privo del certificato verde.

Pochi medici fiscali e pochi controlli

Il sospetto che qualcuno di questi certificati non corrisponda a un reale malessere – scrive SkyTg24 – è più che legittimo, anche alla luce del fatto che già normalmente in media alle visite di controllo viene revocata la malattia a un malato su 5 nel privato e a uno su tre nel pubblico. E questo in una situazione in cui i controlli già di per sé non sono tantissimi, anche perché a farli c’è una ristretta pattuglia di medici: parliamo di poche centinaia. A fronte di oltre cinque milioni e mezzo di certificati presentati nel secondo trimestre di quest’anno, le visite mediche di controllo sono state meno di 250mila. In media 43 ogni mille malati, con un’incidenza più che quadrupla nel pubblico rispetto al privato. Numeri per altro in calo rispetto al periodo pre covid. In sostanza c’è una possibilità su 25 di venire controllati.

Controlli centralizzati sotto l’Inps

E questo nonostante dal 2017 tutti i controlli sulle assenze per malattia, sia nel pubblico che nel privato, siano stati centralizzati sotto l’Inps, nel Polo unico per le visite fiscali, proprio per rendere il sistema più efficiente. Dunque, il fenomeno dei certificati facili non sarebbe certo una novità. Protestano però i medici di famiglia, che si sentono sotto accusa. Se c’è un finto malato, infatti, da qualche parte c’è un medico che ha certificato una finta malattia.

Medici di famiglia: malattie in aumento per cambio stagione

Pur non negando la possibilità che ci sia qualcuno che finge un malessere (in molti casi impossibile da verificare, basti pensare al mal di schiena), chiedono di contestualizzare i numeri. Tra l’inizio e la metà di ottobre, sostengono, c’è stato un aumento del 5% dei certificati, che può essere giustificato con l’arrivo delle prime malattie autunnali legato al cambiamento del clima.

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