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I lavoratori della sanità calabrese scendono in piazza (SERVIZIO TV)

Di Carmen Mirarchi – Oggi mobilitazione CGIL CISL UIL in Calabria davanti alle Prefetture per il diritto alla salute. I lavoratori chiedono un confronto con il Governo sul decreto Calabria per interventi risolutivi immediati. La situazione è drammatica. Estate rovente per la sanità calabrese i cui conti sono sempre più in rosso. La decisione dei sindacati di attivare il percorso di mobilitazione nasce dalle condizioni sempre più critiche del Servizio sanitario regionale. Adesso ai disagi noti, si sommano i casi tragici di malasanità. “Non c’è più tempo per sopportare ancora una situazione in cui la Calabria e i calabresi continuano a pagare sulla propria pelle una gestione della sanità fallimentare – affermano i sindacati -le cui responsabilità sono ascrivibili al decennio disastroso dei Commissariamenti ed a una mancata assunzione di responsabilità della politica regionale ad intervenire sulle gestioni aziendali inefficaci e opache ed a produrre proposte riformatrici del Sistema Sanitario, non più rinviabili.

I sindacati intendono farsi portavoce del crescente malcontento, del disagio lavorativo di tutto il personale sanitario e delle loro legittime proteste a causa delle violazioni dei loro diritti e istituti contrattuali per la carenza di organico, con ricadute negative sui carichi di lavoro e sulla turnazione nei servizi, con orari di lavoro sempre più pressanti e conseguenti turni di riposo e ferie non godute, con ricorso a straordinari e doppi turni di lavoro e centinaia di ore accumulate e non recuperate. Situazioni che non garantiscono un’assistenza in sicurezza, che espongono gli operatori sanitari a rischi per la loro stessa salute e per quella dei pazienti e che rimangono irrisolte, nonostante gli esposti alle Direzioni Provinciali del Lavoro, come dimostrano gli episodi, sempre più frequenti, di aggressione al personale ospedaliero e dei servizi di emergenza-urgenza territoriali.

C’è il rischio concreto che l’attuale carenza di operatori possa causare gravi inefficienze e interruzione di pubblico servizio, che esigono misure straordinarie finalizzate, da una parte, al reclutamento di nuovo organico che non può essere condizionato dal tetto di spesa calcolato a dicembre 2018, come previsto dal Decreto Calabria, in quanto tale parametro di spesa, in ragione del blocco del turn over decennale, risulta essere molto inferiore alla spesa delle regioni non sottoposte ai Piani di rientro ed, inoltre, dall’altra ad un intervento per il riconoscimento del servizio prestato dal personale che ormai da troppo tempo è titolare di incarichi precari e provvisori”. “E’ necessario sottolineare che la mancanza di governance nelle aziende ospedaliere e sanitarie calabresi rischia di favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata, il malaffare e la corruzione che in questi anni come sindacato ne abbiamo denunciata la presenza in tutti i gangli del sistema sanitario regionale” dichiarano le sigle sindacali.

Cgil-Cisl-Uil “ritengono che sia indispensabile investire sul personale dei ruoli sanitari, tecnici, amministrativi e professionale degli Enti del Servizio Sanitario Regionale per qualificarli e svilupparne le competenze, in modo da metterli in condizione di gestire, in maniera autonoma, le tecnologie e l’informazione. Per investire sulla Sanità calabrese occorre investire sul merito e sulla competenza”. “Per questo, unitariamente manifestiamo oggi davanti a tutte le Prefetture della Calabria per chiedere, per il loro tramite, un confronto risolutivo dei problemi del SSR con il Governo. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Calabria, condividendo tutte le ragioni di disagio dei lavoratori del comparto, così come elencate, contestualmente, informano tutte le Aziende Sanitarie e le Aziende Ospedaliere della Regione Calabria, di proclamare lo stato di agitazione del personale” concludono.

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