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I Modena City Ramblers chiudono la 18esima edizione del Tarantella Power di Tiriolo

tarantella power

Gran finale per la 18esima edizione del Tarantella Power, questa sera a Tiriolo (CZ), il festival tematico dedicato alla musica tradizionale calabrese creato e diretto dall’Associazione Arpa. L’evento è cofinanziato dalla Regione – affidato alla direzione artistica dell’Arpa – e dal Comune di Tiriolo, guidato dal sindaco Domenico Greco.

Saranno, infatti, i Modena City Ramblers a chiudere la kermesse musicale questa sera alle 22, al Parco archeologico Gianmartino con una nuova tappa del tour Appunti Partigiani, disco d’oro del 2005 e importante tappa nella ricca carriera discografica della band. Da anni fuori catalogo, il disco è stato ripubblicato nel 2020 in vinile e CD (Modena City Records/ Universal) a 15 anni esatti dalla prima uscita, ma a causa della pandemia, non ha potuto vedere la luce il progettato tour di supporto. Ramblers sono finalmente in giro per l’Italia per celebrarlo insieme alle sue storiche canzoni dallo scorso mese di aprile.

La scaletta

La scaletta sarà molto particolare, con un focus sul materiale più ‘partigiano’, attingendo però anche dal resto della discografia della band, da sempre legata con un filo rosso alle tematiche e ai valori della Resistenza. Ieri sera, intanto, all’interno del Tarantella Power, si è registrato un momento porto partecipato, patrocinato da Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione e Libera. In Piazza Italia, infatti, si è parlato prima di tutto del libro “Storie di donne contro le mafie” con la scrittrice Palma Comandè, a discuterne con Angelo Sicilia e Palma Comandè c’è Maria Antonietta Sacco, vice presidente nazionale di Avviso Pubblico.

Nell’estate del 2002 Felicia Bartolotta, la madre di Peppino Impastato, infatti, si racconta a due giovani attivisti, Angelo Sicilia e Mari Albanese, tra gli animatori del primo Forum Sociale Antimafia di Cinisi. Sono conversazioni intime e toccanti: “Mamma Felicia” racconta del suo passato, del rapporto conflittuale col marito, del grande amore per suo figlio Peppino, della sua scelta, alla morte violenta di quest’ultimo, di aprire le porte della sua casa a tutti i giovani, per coltivare la memoria e spargere semi di consapevolezza per il futuro. Nelle parole di Felicia, che appoggiò e sostenne suo figlio nel suo opporsi alla mafia, trovano posto la voglia di giustizia di una donna indomita e insieme la tenerezza di una madre che ricorda aneddoti dell’infanzia di Peppino, della sua giovinezza dedita alla militanza politica, della sua tragica fine.

Un libro inteso e intimo

Felicia racconta la sua paura, i suoi timori, il suo dolore, ma con lo sguardo al futuro e alle nuove generazioni: le sue parole diventano prassi, agire quotidiano, dialogo incessante, ma soprattutto un messaggio attualissimo di speranza per il futuro. Ne viene fuori un libro inteso e intimo, che ieri sera è stato declinato e approfondito con interesse e coinvolgimento, e questo prima di “Felicia, una donna contro la mafia”, spettacolo dell’Opera dei Pupi e delle Pupe antimafia con Angelo Sicilia e Francesca Prestia, che approda al “Tarantella Power” conquistando il numeroso pubblico presente.

I pupi e le pupe siciliane con la cantastorie calabrese hanno fatto riecheggiare nel centro storico di Tiriolo antichi linguaggi e antiche bellezze artistiche: Sicilia e Prestia uniscono le loro arti per narrare con gli strumenti del teatro di figura e del cantu e cuntu la drammatica storia di una donna che ha combattuto contro la mafia. Ad allietare il pomeriggio per le vie del borgo Fanfara di Sant’Andrea Apostolo sullo Jonio.

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