I paradossi della sanità in Calabria: ospedali al collasso e stipendi dei sub commissari raddoppiati

Ecco il decreto del governo che porta i compensi dei due manager da 77 a 155mila euro all’anno. Occhiuto firma e i calabresi pagano

Il Dca è il numero 34 del 7 febbraio 2024. E’ una presa d’atto dei decreti del ministro dell’Economia e di quello della Salute relativo alla determinazione del compenso dei sub-commissari. In fondo alle tre pagine c’è la firma di Roberto Occhiuto nelle vesti di commissario ad acta della sanità calabrese. Tra una sfilza di leggi, delibere, disposizioni varie, la sostanza del provvedimento si sintetizza in due righe: riconoscere ai sub commissari, Ernesto Esposito e Iole Fantozzi, un incremento dell’importo per ciascun compenso pari a 77.468,5 euro per un totale di 154.937 lordi annui. In due sole parole: stipendio raddoppiato per entrambi.

La misura è anche retroattiva perché in un altro passo si riconosce ai due manager l’aumento dei consensi a partire dalla data di insediamento dell’ingegnere Iole Fantozzi, ovvero settembre 2023. Il governo ordina, il presidente della Regione Calabria ratifica senza battere ciglio e i calabresi pagano senza nulla togliere al lavoro e ai meriti dei due professionisti che affiancano Occhiuto nella struttura commissariale chiamata all’ardua impresa di risanare i conti della dissestata sanità calabrese. Ma per quale motivo i due sub commissari devono essere pagati di più? Il motivo principale secondo quanto si legge nel decreto riguarda le numerose attività per le quali si richiede “un impegno maggiore di quello profuso negli anni precedenti”, ovvero il processo di circolarizzazione del debito verso i fornitori delle Aziende del sistema sanitario regionale; l’attuazione di quanto previsto dal Pnrr; lo sblocco e realizzazione degli interventi di edilizia sanitaria con particolare riferimento alla costruzione dei tre grandi ospedali regionali (Sibari, piana di Gioia Tauro e Vibo Valentia); la piena attuazione della rete territoriale ed ospedaliera; lo sviluppo del nuovo sistema di garanzia dei livelli essenziali di assistenza; la piena attuazione del programma operativo 2022-2025.

Come è formata la struttura commissariale in Calabria

Dal novembre del 2021 Roberto Occhiuto, oltre a essere il presidente della Regione, è anche il commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del debito sanitario. A nominarlo è stato direttamente il Consiglio dei ministri quando a capo del governo c’era Mario Draghi. Nel giugno del 2022 a Occhiuto è stato affiancato Ernesto Esposito e nel settembre del 2023 i sub commissari sono diventati due con la nomina di Iole Fantozzi con conseguente suddivisione dei compiti nell’affiancamento al commissario ad acta e stipendio pari a 77,469 euro lordi e annui a testa. Inizialmente a ricoprire questo incarico era stato chiamato il colonnello dei carabinieri Maurizio Bortoletti, famoso per aver salvato dal default l’Asp di Salerno. Era stato nominato nel novembre del 2021 ma non si era mai insediato in Calabria a causa di un braccio di ferro legato alle dinamiche interne e burocratiche con l’Arma. I due manager che oggi affiancano Occhiuto ai vertici della struttura commissariale calabrese sono all’apice della piramide che rappresenta l’elefantiaco Dipartimento della sanità regionale, coordinato da un ulteriore dirigente generale, formato da undici unità operative con altri nove dirigenti e una quantità imprecisata di funzionari e collaboratori.

Il “carrozzone” dell’Azienda zero

Tra il Dipartimento della sanità e le varie Asp territoriali c’è un ulteriore struttura, l’Azienda Zero che risponde direttamente alla giunta regionale e a Roberto Occhiuto nelle vesti di commissario ad acta e ha il compito di supporto nell’attuazione del piano di rientro; negli acquisti centralizzati; nelle procedure di selezione del personale delle Asp; nell’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie; nel dirigere, coordinare, monitorare il sistema sanitario dell’emergenza urgenza; nel dirigere il numero unico di emergenza (il 112). Il direttore generale è nominato direttamente dal presidente della giunta regionale e Azienda zero è dotata di personale proprio oltre a un collegio sindacale e un collegio di direzione. Il rischio che si tramuti in un altro “carrozzone” è abbastanza alto. Per la cronaca lo scorso 25 gennaio Galdolfo Miserendino, regolarmente iscritto all’albo nazionale degli idonei alla direzione generale delle Asp, è stato nominato quale commissario straordinario dell’Azienda Zero. Si è ufficialmente insediato lo scorso uno febbraio. In attesa dei risultati, c’è quindi un ulteriore compenso da pagare che ammonta a circa 240mila euro lorde all’anno. La domanda a questo punto sorge spontanea: ma c’era davvero bisogno di queste ulteriori spese quando il Dipartimento tutela della salute della Regione Calabria ha già 11 settori, nove dirigenti e centinaia di funzionari e collaboratori?

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