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“Perimetrazione Germaneto e Giovino non sfugga da trasparenza nella costruzione atti”

quartieri

La recenti modifiche apportate in sede di Consiglio Regionale sulla legislazione urbanistica, impongono a questa Amministrazione di fare chiarezza sull’oggetto della presente nota”. Inizia così il comunicato dell’associazione di Catanzaro, “I Quartieri”, rivolta al Al Sindaco, Sergio Abramo, al Presidente del Consiglio Comunale, Marco Polimeni, ll’Assessore Urbanistica, Modestina Migliaccio, al Segretario Generale e Responsabile Anticorruzione Vincenzina Sica e al Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.

“La perimetrazione delle aree di Germaneto e Giovino, alla quale si collega l’applicazione del Piano Casa è un atto che non può sfuggire da una visione generale e che, soprattutto non può e non deve sfuggire da una consolidata trasparenza nella costruzione degli atti, che sono e restano una volontà complessiva e distinta da qualche atto meramente di ordine burocratico.

In questa vicenda troppe sono le possibili deviazioni da un percorso lineare, come peraltro ha avuto modo di evidenziare, qualche giorno addietro l’Ufficio Controlli Interno, che nel giudicare le performance degli uffici comunali fino tutto il 2018, ha giudicato questa pratica, affidata all’Edilizia Privata ed alle Sue “non eseguita”, cosa peraltro certificata da un atto di giunta comunale.

Si apre a questo punto una riflessione, di ordine amministrativo e contabile, che partendo dalla certificazione della giunta comunale dei non raggiunti “obiettivi” dovrebbe sciogliere il nodo e chiarire se questi obiettivi, in genere a favore dei quadri dirigenti, sono stati o meno liquidati e, in caso affermativo, in che termini e modi si procederà alla rettifica ed alla restituzione di compensi non dovuti, perché come evidenziato riguardano pratiche “non eseguite”.

Altra riflessione che invece spazia nel tempo, visto che il non raggiungimento degli obiettivi, nasce presumibilmente da una forzatura dell’assessore all’Urbanistica che in data 07/11/2017 con nota protocollo 103313, chiedeva ai dirigenti del Settore Urbanistica e del Settore Edilizia Privata, l’emissione di una “direttiva interpretativa”, che stabilisse i criteri di perimetrazione delle aree di Germaneto e Giovino a corredo e completamento del Piano Casa approvato con delibera del Consiglio Comunale.

Nel dubbio interpretativo o meglio nell’ipotesi (?) che con questo atto di indirizzo – peraltro non politico – si possa essere consumato un reato di abuso di ufficio, resta la certezza di oggi che il non raggiungimento degli obiettivi e quindi la bocciatura delle performance, sia probabilmente legato all’impossibilità di procedere, come si è fatto con determina dirigenziale, ad un atto che è e resta di specifica competenza del Consiglio Comunale, in quanto di fatto integra, modifica e varia quello che si collega al P.R.G. di cui il Piano Casa è comunque parte.

Qualora fosse in questi termini il problema, ci chiediamo cosa possa essere questa direttiva-interpretativa, se non una mera forzatura in termini burocratici di un diritto che risiede esclusivamente alla volontà del Consiglio Comunale, fatto salvo i possibili risvolti di ordine legale che restano nell’obbligatorietà dell’azione penale, che questa Amministrazione dovrebbe segnalare, qualora ne verificasse, visto che l’ha certificato, l’esistenza.

Se è così, come sembra, allora la direttiva-interpretativa richiesta dall’assessore Migliaccio e poi tramutata con determina dirigenziale nel mese di Luglio 2018 dai dirigenti sollecitati dalla stessa, sarebbe un atto quantomeno illegittimo, come peraltro lo era già al momento della sua pubblicazione all’Albo Pretorio, dove la determina non era corredata dalle relative mappe, che ne sono parte integrante e sostanziale, sulle quali tracciando una linea, si consente o meno di edificare e si valorizza o meno un patrimonio di terreni, che diventano edificabili o meno.

Se poi tutto questo viene espropriato immotivatamente e probabilmente contra legem, nel segreto delle stanze dell’Assessorato all’Urbanistica in danno dei cittadini catanzaresi che sono rappresentati e se si vuole, anche tutelati, dal Consiglio Comunale, allora il possibile danno è compiuto, per come si è compiuta – probabilmente – un azione che ha bisogno della verifica e del controllo non solo degli organi interni all’Amministrazione Comunale di Catanzaro, siano essi amministrativi o politici, quanto di quello che è in capo alla Magistratura, sia essa penale e contabile”.

Redazione Calabria 7

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