Calabria7

I tirocinanti calabresi in Piazza a Catanzaro: “Delusi dall’incontro in Prefettura” (VIDEO)

di Damiana Riverso –  Certezze sul loro futuro professionale, senza perdere altro tempo. Questa la richiesta dei tirocinanti calabresi che stamattina hanno manifestato davanti la Prefettura di Catanzaro, in contemporanea ai loro colleghi che hanno deciso di far sentire la propria voce a Roma, al ministero del Lavoro.

“I nostri colleghi manifestano a Roma”

Sono 7mila i tirocinanti calabresi che vivono una condizione di precariato da quasi 10 anni. Alcuni di loro hanno superato i 50 anni, e vivono ancora con 500 euro al mese, rendicontato ogni due mesi e pagato ogni 3 per 80 ore di lavoro che viene anche tassato. Gli hanno prospettato un altro anno di tirocinio ma questa volta non ci stanno, vogliono essere contrattualizzati. “Siamo qui – afferma Serena Varano, tirocinante – in rappresentanza di 7mila persone e a sostegno di chi in questo momento sta manifestando a Roma. Vogliamo che venga organizzato un tavolo tecnico con i ministeri competenti per risolvere una volta per tutte la nostra situazione. Noi siamo una parte fondamentale della macchina organizzativa delle pubbliche amministrazioni. Non intendiamo aspettare elezioni, proclami elettorali e non vogliamo più essere uno strumento politico per i candidati e per i neo eletti”. Alcuni dei manifestanti sono stati ricevuti in Prefettura, dove hanno lasciato un documento, ma le loro aspettative sono state nuovamente deluse. “Già due anni fa – afferma ancora Serena Varone – ho parlato con la stessa persona che ci aveva promesso di far arrivare la nostra voce al Ministero. Ma non abbiamo ricevuto più alcuna comunicazione. Oggi avevamo questo qualcosa in più delle solite richieste formali. Per tutta risposta ci è stato detto che si devono seguire i canali ufficiali. Ancora pec che restano inascoltate. Non c’è la volontà di risolvere la questione”. “Avevamo anche chiesto – dice Agnese Barbieri, tirocinante al Comune di Soverato – di interessare nell’immediato il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, oltre al ministero. Ci hanno garantito che il nostro documento verrà spedito e che ci sarà fornita la ricevuta della pec. Non siamo contenti, volevamo qualcosa in più. Viviamo una situazione drammatica, molti di noi hanno famiglie anche numerose, e non possono accedere ad altri sussidi. Stiamo continuando a lavorare in piena pandemia per garantire la continuità e l’efficienza della pubblica amministrazione”.

Una storia di precariato

“La mia storia di precariato – ci tiene a raccontare Barbieri – – è iniziata nel 2009 quando la nostra azienda ha chiuso i battenti. Poi siamo stati in cassa integrazione in deroga, abbiamo svolto le politiche attive obbligatorie per 250 euro al mese e dal 2016, da quando è in vigore l’accordo Poletti, non ci è stata più corrisposta la mobilità in deroga e i fondi sono stati dirottati sulle politiche attive, cioè su questo tirocinio che è lavoro vero in nero. Molti sindaci hanno anche fatto delibere per chiedere da parte loro la contrattualizzazione, una situazione dignitosa per noi lavoratori che ogni giorno sopperiamo a grave carenza di personale”.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Truffa sui lavori di recupero alle Grotte di Zungri, sette indagati. C’è anche il sindaco (VIDEO)

Damiana Riverso

Bimbo lasciato in auto scende per giocare: ritrovato poco lontano

nico de luca

Botricello, domani la Giornata Mondiale della Gentilezza

manfredi
Click to Hide Advanced Floating Content