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I tormenti dei renziani di Calabria e i rapporti ambigui con “Coraggio Italia”

A Roma fonti di entrambi i partiti ammettono che il dialogo c’è e riguarda, per ora, la complessa partita del Quirinale. Non saranno certo le prove generali per un fantomatico “grande centro”, però è la conferma che i contatti e le trattative tra i partiti dell’area moderata, pur formalmente schierati in coalizioni opposte, vanno avanti da tempo e si sono intensificati sotto l’ombrello dell’ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi.

Da Roma alla Calabria

A Roma si parla in queste ore in particolare delle trattative tra “Italia Viva” e “Coraggio Italia”, il cui obiettivo è ovviamente non solo avere un peso sull’elezione del successore di Mattarella ma anche, nel lungo periodo, evitare di consegnarsi alla marginalità e provare a guadagnare potere contrattuale nei confronti dei grandi partiti di centrodestra e centrosinistra. In Calabria la questione è, per così dire, più fluida. Non tanto per i seguaci locali di Giovanni Toti che sono entrati a pieno titolo nello scacchiere regionale con l’appoggio a Roberto Occhiuto e l’elezione di due consiglieri, quanto per i renziani che a queste latitudini sembrano impegnati in qualcosa che ricorda la scissione dell’atomo.

La spaccatura alle Provinciali di Cosenza

Lo testimonia ciò che è successo per le recenti elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Cosenza. I due coordinatori provinciali, Annamaria Brunetti ed Antonio Palermo, hanno annunciato la candidatura a consigliere del sindaco di Aprigliano, Alessandro Porco, in una lista di area centrosinistra, a cui è però seguita una netta bocciatura del coordinatore regionale del partito, Davide Lauria, che ha smentito l’endorsement affermando che “ancora una volta si forza la mano”.

Il precedente delle Regionali

Alle recenti Regionali gli stessi due coordinatori cosentini avevano provato a rimarcare “l’adesione di Italia Viva, anche in Calabria, al campo del centrosinistra”. Stessa direzione seguita dalla senatrice catanzarese Silvia Vono che ha promosso alcune candidature di renziani a lei vicini nella lista del Psi a sostegno di Amalia Bruni il cui risultato, per usare un eufemismo, non è stato esaltante: insieme non si è raggiunto neanche l’1%.

Forza Italia “un’ancora di civiltà”

D’altronde lo stesso Matteo Renzi, un mese prima delle elezioni, aveva pronosticato la vittoria del centrodestra in Calabria, poi commentata dopo il voto al fianco di un gongolante Ernesto Magorno – l’altro senatore calabrese di IV che non aveva fatto mistero di preferire Occhiuto – in un incontro pubblico a Diamante in cui ha definito Forza Italia “un’ancora di civiltà”. Se dunque a Roma non mancano gli abboccamenti con il centrodestra, in Calabria i renziani sono ancora alle prese con tentativi di posizionamento sottotraccia.

I roumors sulla Vono in “Coraggio Italia”

Tale grado di tatticismo e attendismo – inversamente proporzionale ai consensi finora incassati – potrebbe essere confermato da un dialogo che la stessa Vono, secondo fonti calabresi interne a Italia Viva, avrebbe in atto proprio con “Coraggio Italia” e, in particolare, con il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo (la foto risale a un incontro istituzionale di ottobre 2020 sui Cis). Se si tratti di una voce messa in giro ad hoc o di un retroscena veritiero è difficile dirlo ma, alla luce della vicinanza di Magorno a Renzi, un eventuale cambio di casacca della senatrice in questo senso sarebbe certo meno traumatico di quello già messo in atto con il suo passaggio dall’M5S a IV, anche se in questo momento potrebbe non aiutare le trattative romane per il Quirinale.

s. pel.

© Riproduzione riservata.

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