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Il candidato fantasma spaventa Cosenza, i dati dell’astensionismo bruzio da Mancini a Occhiuto

Amministrative Cosenza

di Maria Teresa Improta – Il candidato più temuto dagli aspiranti alla carica di sindaco della città di Cosenza è l’astensionismo. Un competitor invisibile, fantasma che spaventa sul quale da quasi 30 anni si riversa il malcontento di un quarto dell’elettorato cosentino. Nel 2016 il sindaco uscente Mario Occhiuto, dopo il commissariamento di Palazzo dei Bruzi a seguito delle dimissioni di massa dei consiglieri comunali, vinse al primo turno con il 58,95% dei voti (24.332). L’ultimo censimento contava 58.499 elettori, su una popolazione di 67.679 abitanti, e un’affluenza del 72,36% (42.335 votanti). Il 27,64% degli aventi diritto disertò le urne. Nella tornata precedente, il 15 maggio 2011, quando l’attuale primo cittadino di Cosenza ebbe la meglio al ballottaggio sul centrosinistra rappresentato da Enzo Paolini, incassando il 53,3% delle preferenze, l’affluenza era di poco superiore: 73,25% (44.010) al primo turno e 55,4% (33.303) al secondo turno. A non partecipare attivamente al rinnovo del Consiglio comunale di Cosenza fu il 26,75% dei 60.074 elettori registrati su una popolazione di 70.068 residenti. Il 28 maggio 2006 quando invece a vincere fu al primo turno il centrosinistra con Salvatore Perugini che incassò il 53,8% dei voti (24.346) l’affluenza (60.577 elettori su 72.998 abitanti) fu del 77%: solo il 27% dei cosentini non si presentò ai seggi.

Quando a scendere in campo era Giacomo Mancini

Le elezioni amministrative più partecipate degli ultimi 30 anni furono quelle del 26 maggio del 2002 durante le quali Cosenza elesse il primo sindaco donna della città: Eva Catizone. Sostenuta dalla coalizione di centrosinistra, si presentava alla città dopo la morte del sindaco in carica Giacomo Mancini nell’8 aprile 2002. Vinse al ballottaggio in lizza contro il competitor Umberto De Rose e incassò il 56,66% dei voti (22.439) con un’affluenza eccezionale al primo turno che vide in cabina elettorale ben l’80,10% degli aventi diritto al voto (49.007) su un totale di 61.181, al secondo turno fu invece del 66,76% (40.847). A precederla era stao il big della politica cosentina, del quale fu allieva, Giacomo Mancini che nel novembre del 1997 (dopo aver già ricoperto la carica di primo cittadino della città dei Bruzi per un breve periodo tra il 1985 e il 1986) si presentava come sindaco uscente vincendo al primo turno con il 58,85% dei voti (27.369), meno di quelli totalizzati (in termini percentuali) da Occhiuto nel secondo mandato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. L’affluenza fu del 77,27% ovvero 48.819 votanti su un bacino di 63.167 elettori. Nel suo mandato precedente Giacomo Mancini venne eletto nel novembre del 1993 al ballottaggio con il 58,58% delle preferenze e 21.601 voti, contro Pietro Carbone che si fermò al 41,42% con 15.272 voti. In quella tornata che ben si sposava con l’alternanza a Palazzo dei Bruzi tra Partito Socialista e Democrazia Cristiana al primo turno votarono il 77,68% dei cosentini: 50.258 su 64.701. Al ballottaggio, invece si presentarono quasi 10mila votanti in meno: il 62,18%, 40.234 elettori.

Elezioni comunali a Cosenza, presentate 29 liste: tutti i candidati (NOMI)

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