l'analisi

Il capolavoro politico di Occhiuto e il “cavallo di Troia” Talerico: così Forza Italia rimette le mani su Catanzaro

Il governatore della Calabria ottiene due grandi risultati con una sola mossa: da una parte mette sotto scacco Fiorita e dall'altra isola il "traditore" Mancuso

Il ritorno di Antonello Talerico in Forza Italia è destinato ad avere effetti anche e soprattutto sul Comune di Catanzaro. Il “sindaco-ombra” si trasforma all’improvviso in una sorta di “cavallo di Troia” che permette a Forza Italia di rimettere le mani su un ente che ha amministrato nel ventennio Abramo. Un capolavoro politico di Roberto Occhiuto che con una sola mossa ottiene due grandi risultati: da una parte mette sotto scacco Nicola Fiorita e dall’altra isola Filippo Mancuso, i cui rapporti con il governatore della Calabria sono ai minimi storici dopo aver “tradito” il patto (segreto) alla base del quale era stato confermato presidente del Consiglio regionale (LEGGI QUI). Mancuso ha infatti ceduto alle pressioni del leader del Carroccio Matteo Salvini candidandosi alle Europee e così facendo irritando il nuovo corso di Forza Italia che contava sulla sua potenza di fuoco in vista di una campagna elettorale molto importante per Occhiuto e le ambizioni azzurre.

Talerico nuovo leader del centrodestra a Catanzaro?

Talerico nuovo leader del centrodestra a Catanzaro?

Il ritorno di Antonello Talerico tra le file di Forza Italia è la contromossa di Occhiuto che cambia gli equilibri politici nella città di Catanzaro e, in particolare, al Comune con la Lega di Mancuso marginalizzata all’opposizione e con Forza Italia destinata ad avere un ruolo decisamente più rilevante dettato dai numeri. Gli stessi numeri che rendono impalpabile la presenza in aula di Fratelli d’Italia. Difficile pensare alla fuoriuscita del consistente gruppo guidato da Antonello Talerico dalla maggioranza, più probabile ipotizzare un avvicinamento di Forza Italia e dei suoi consiglieri comunali all’area di governo con la regia di Roberto Occhiuto e la necessità di sopravvivenza del sindaco. Nessuno, infatti, vuole andare a casa e questo gioca a favore di maggioranze che fino a qualche mese fa sembravano impossibili. Con Mimmo Tallini fuori dalla scena (ingiustamente vista la doppia assoluzione) per mano giudiziaria, Giuseppe Mangialavori non più coordinatore regionale, Filippo Mancuso non più nel “cerchio magico” di Occhiuto, le quotazioni di Antonello Talerico sono sempre più in ascesa e il suo ritorno in Forza Italia lo avvicina al suo sogno effettivo: prendersi lo scettro di leader del centrodestra nella sua città da consigliere regionale in carica, figura di riferimento a Catanzaro di Occhiuto e azionista di maggioranza in grado di condizionare il futuro dell’esecutivo Fiorita.

Cosa può fare il sindaco adesso?

Il sindaco di Catanzaro ha ora due strade da seguire: ridefinire i perimetri della maggioranza aprendo le porte a Forza Italia e garantendosi così un rapporto privilegiato con il governatore Roberto Occhiuto ma rischiando di creare tensioni all’interno del centrosinistra con conseguenze imprevedibili oppure chiudere definitivamente le porte ad Antonello Talerico e sbattere fuori dalla giunta ogni suo fedelissimo tirandosi fuori dall’angolo nel quale è improvvisamente finito. Non bisogna perdere tuttavia di vista la realtà dei fatti: Fiorita e compagni sono un’anatra zoppa che si regge in equilibrio su un filo sottilissimo. Se non vogliono far sedere al tavolo Forza Italia hanno una sola opzione: dialogare con il gruppo guidato da Valerio Donato creando una vera maggioranza di centrosinistra e sperare sul “tengo famiglia” dei diversi consiglieri comunali che tutto vogliono tranne che tornare alle urne. L’una e l’altra strada rendono Fiorita ostaggio di qualcosa e di qualcuno ma, a questo punto della partita, è necessario scegliere il male minore. A lui la prossima mossa. (mi.fa.)

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