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Il caso Pittelli al vaglio del Riesame, c’è la data. Gli avvocati: “Liberatelo, sta male”

di Gabriella Passariello- Sedici lunghissimi mesi tra carcere e arresti domiciliari in un stato psicologico che oscilla tra la rabbia e la disperazione, caratterizzata “dall’assenza di uno slancio vitale”, una “forma di annichilimento fobico” e continui “flashback” quando la mente ritorna al periodo vissuto dietro le sbarre, che lo distruggono giorno dopo giorno. Un quadro psicologico reso più grave dal parkinsonismo, contraddistinto dal rallentamento psicomotorio e da tremori negli arti inferiori. Tra poco più di quindici giorni i giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro saranno chiamati ad addossarsi un fardello enorme nel decidere le sorti del noto penalista Giancarlo Pittelli, attualmente sospeso dalla professione, imputato nel processo Rinascita Scott per concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio e abuso di ufficio. Il 10 giugno prossimo i giudici del collegio dovranno scegliere se confermare gli arresti domiciliari all’ex parlamentare di Forza Italia, se sostituirli con una misura più gradata o revocarli, decidendo sull’appello proposto dai legali difensori dell’imputato, gli avvocati Salvatore Staiano e Guido Contestabile, che hanno proposto ricorso contro la decisione del Tribunale di Vibo Valentia di mantenere inalterata la misura cautelare in atto con un provvedimento datato 29 aprile 2021 e vergato dal presidente Brigida Cavasino e dal giudice estensore Claudia Caputo .

“La motivazione discutibile del Tribunale di Vibo”

Per il Tribunale non ci sono elementi nuovi, tali da giustificare una revoca o una sostituzione della misura né tantomeno il tempo decorso dai fatti contestati, (si parla del 2016)  è di per sé elemento sufficiente per una rivalutazione del quadro cautelare.  Una motivazione questa, per i legali difensori generica, che cancella una consulenza psichiatrica, allegata in atti, dove viene riportato lo “stato di prostrazione grave” in cui versa l’imputato, “pericoloso solo per se stesso e non per gli altri”, ponendo un interrogativo che fa riflettere: “Un avvocato, che non può fare l’avvocato e che è affetto da una depressione grave, bruciato mediaticamente, potrebbe reiterare una condotta delittuosa?”.  Ad avviso dei legali, le condizioni di salute di Pittelli potrebbero migliorare “compatibilmente con le esigenze dell’autorità giudiziaria”, se venisse ristabilito “un quadro il più possibile attinente ad una condizione di vita con caratteristiche di normalità”.

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