Il censimento dell’Istat e lo strano caso di Catanzaro: meno nascite, più morti in un anno

Dati, numeri e tabelle del report relativo al 2022: prosegue l'inverno demografico in Calabria. Persi altri 9mila residenti

Non si arresta la fuga dalla Calabria e il censimento permanente della popolazione relativo al 2022 dell’Istat conferma ciò che già si percepiva: un inverno demografico in pieno corso. I numeri: la popolazione residente in Calabria al 31 dicembre del 2022 ammonta a 1.846.610 residenti, in pratica una città di grandi dimensioni più che una Regione. Rispetto al 2021 il calo è stato piuttosto evidente: 0-5% che in valori assoluti significa -8.844 individui. Una diminuzione che secondo quanto certificato dai dati Istat è frutto dei valori negativi del saldo naturale (decessi e nascite) e di quello migratorio interno cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero che significa che i calabresi che vanno via sono superiori in numero ai migranti che scelgono la Calabria come loro destinazione. Come già noto a subire il maggior decremento della popolazione sono i comuni della montagna che presentano una struttura per età più vecchia.

L’unico dato positivo è una lieve ripresa della natalità con +232 nascite rispetto al 2021 ma il tasso di mortalità è tuttavia cresciuto dello 0,2%.  “La significativa diminuzione della popolazione residente in Calabria nel 2022 – spiega l’Istat – è frutto della somma di due saldi negativi, quello naturale (-9.488 unità) e quello migratorio interno (–9.765), non compensata dai valori positivi del saldo migratorio con l’estero (+9.216) e dell’aggiustamento statistico (+1.193). Tutte le province seguono l’andamento regionale, in particolare, Cosenza è la provincia con il più basso saldo naturale (-3.737) e il più elevato saldo migratorio estero (4.180), mentre la provincia di Reggio Calabria ha il saldo migratorio interno più basso (-3.417)”.

L’unico dato positivo è una lieve ripresa della natalità con +232 nascite rispetto al 2021 ma il tasso di mortalità è tuttavia cresciuto dello 0,2%.  “La significativa diminuzione della popolazione residente in Calabria nel 2022 – spiega l’Istat – è frutto della somma di due saldi negativi, quello naturale (-9.488 unità) e quello migratorio interno (–9.765), non compensata dai valori positivi del saldo migratorio con l’estero (+9.216) e dell’aggiustamento statistico (+1.193). Tutte le province seguono l’andamento regionale, in particolare, Cosenza è la provincia con il più basso saldo naturale (-3.737) e il più elevato saldo migratorio estero (4.180), mentre la provincia di Reggio Calabria ha il saldo migratorio interno più basso (-3.417)”.

I record negativi di Catanzaro

In provincia di Catanzaro sono residenti 342.021 persone con circa 175mila femmine e 167mila maschi. Rispetto all’anno precedente il calo demografico è in linea con la percentuale regionale, ovvero 0,5. Come Crotone, meglio di Reggio Calabria (-0,7) e Vibo (-0,6), le due province che hanno perso di più popolazione in termini percentuali. Il saldo migratorio interno è negativo ovunque. Nel Catanzarese sono 1577 le persone che sono andate vie. Il record negativo spetta al territorio reggino da dove sono “scappati” 3.417 residenti. In rapporto alla popolazione male anche il Vibonese con un’emorragia demografica di -955. Un andamento in linea con gli anni precedenti. In Calabria si registra un lieve aumento delle nascite ma Catanzaro è in controtendenza con un tasso di natalità sceso dal 7,1 al 7,0 per mille. In Calabria la mortalità è tuttavia superiore rispetto alla media nazionale e il tasso cresce nei mesi più freddi ovvero da dicembre a marzo. L’aumento più consistente su base provinciale a Catanzaro con un incremento dall’11,6 al 12,1 per mille.

Cosenza la provincia più attrattiva

Non si arresta la perdita di popolazione verso il resto del Paese. Infatti, il saldo migratorio interno (con gli altri comuni italiani) ha registrato un bilancio negativo di quasi 10mila persone, oltre un terzo delle quali relativo alla provincia di Reggio Calabria. Il tasso migratorio interno passa da -4,3 del 2021 a -5,3 per mille nel 2022; a livello provinciale la variazione negativa più elevata si osserva nella provincia di Reggio Calabria (da -5,2 a -6,6 per mille) e Catanzaro (da -3,3 a -4,6 per mille); di contro, a Crotone il valore del tasso migratorio interno, pur rimanendo negativo, migliora (da -6,6 a -6,1 per mille). Segnali positivi si rilevano invece, anche nel 2022, per i movimenti migratori internazionali. La differenza tra entrate e uscite con l’estero restituisce un saldo migratorio netto positivo in tutte le province, pari a poco più di 9mila unità a livello regionale. Cosenza, con un saldo positivo di 4mila unità, conferma la propria vocazione di area più attrattiva della regione. Il tasso migratorio con l’estero (5 per mille) è più alto della media nazionale (4,4): in crescita in tutte le province rispetto al 2021, oscilla tra il 3,6 per mille di Catanzaro e il 6,2 per mille di Cosenza.

Crotone, una provincia per giovani

L’età media, in leggera crescita sul 2021 (45,5), è di 45,7 anni, contro i 46,4 anni della media nazionale (Prospetto 5). Aumentano l’indice di vecchiaia, che passa da 178,6 del 2021 a 183,7 del 2022, e l’indice di dipendenza degli anziani, che si attesta a 37,1 contro 36,3 del 2021. Cresce anche l’indice di struttura della popolazione attiva, che passa da 130,2 del 2021 a 131,5. A livello provinciale, Crotone presenta la struttura demografica più giovane; all’opposto, il processo di invecchiamento è più evidente nelle province di Cosenza e Catanzaro.

Gli altri numeri

Reggio Calabria è l’unico comune a superare i 100mila abitanti (171.181 unità) e ha il doppio della popolazione di Catanzaro (84.849 unità), secondo comune più popoloso della regione. Tra i comuni non capoluogo spiccano per numerosità della popolazione Corigliano-Rossano (CS, 74.300 abitanti) e Lamezia Terme (CZ, 67.253). Il comune più piccolo è Staiti, nella provincia di Reggio Calabria, con 185 abitanti. A Sant’Alessio in Aspromonte, nella provincia di Reggio Calabria, si rileva il maggior decremento di popolazione (-6,9%); Longobardi, in provincia di Cosenza, presenta invece l’incremento maggiore (+8,7%). Sant’Alessio in Aspromonte è un comune con una popolazione di soli 308 abitanti, in decremento naturale e interno. Per Longobardi (2.529 abitanti) l’aumento è tutto dovuto al saldo migratorio estero della popolazione straniera. Nei piccolissimi comuni si registra il tasso di natalità più basso, 6,2 nati per mille abitanti, e il tasso di mortalità più elevato, 17,4 per mille; il tasso di natalità aumenta al crescere dell’ampiezza demografica dei comuni fino ai 20mila abitanti, per poi decrescere fino a scendere sotto la media regionale (7,3 per mille). Rispetto al 2021, Arena (VV) ha il maggior incremento di stranieri (96,4%), mentre Cicala (CZ) ha il decremento più alto (-58,8%).

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