Il Codacons denuncia Soget per violazione privacy

Un albo della vergogna contro chi non è in regola con i tributi comunali.

Questo alla base della denuncia del Codacons contro Soget, inoltrata all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Questo alla base della denuncia del Codacons contro Soget, inoltrata all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Chiediamo che l’Autorità voglia procedere nei confronti della società di riscossione – sostiene Francesco Di Lieto – per quello che appare un illegittimo trattamento dei dati personali nonché una palese violazione del diritto di riservatezza dei Cittadini.

Sembra quasi che Soget abbia reintrodotto la gogna, tristemente in voga nel buio medioevo, quando la punizione consisteva nell’umiliare pubblicamente i “colpevoli” esponendoli al pubblico ludibrio.

La vicenda nasce da una richiesta avanzata a Soget per ottenere copia delle notifiche di cartelle esattoriali che un Catanzarese sosteneva non aver mai ricevuto e per le quali si era ritrovato un fermo sulla propria vettura.

Pur avendo provveduto al pagamento del debito, al fine di poter continuare a circolare – sostiene Di Lieto – sono state chieste delle spiegazioni perché quelle cartelle, ne era certo il contribuente, non erano mai state consegnate. Dopo aver pagato i (costosi) diritti di copia, finalmente vengono consegnate le prove.

Tuttavia, invece di avere copie delle ricevute di ritorno, il malcapitato si ritrova in possesso di alcuni elenchi, composti da un centinaio di persone. Gli elenchi dei “morosi” nei cui confronti Soget ha attivato procedure di riscossione. Elenchi trasmessi per l’affissione all’albo pretorio del comune di Catanzaro.

I dati di questi Cittadini (nomi, cognomi, atti) risultano in bella mostra e tanto – sostiene il Codacons – viola il principio di necessità, pertinenza e non eccedenza cui è ispirata l’intera disciplina sul trattamento dei dati personali. Senza contare – prosegue Di Lieto – che il mancato pagamento può essere dovuto a vari motivi, non ultimo la mancata ricezione di una regolare richiesta.

Ed infatti, in maniera assai singolare, tra i documenti forniti da Soget non v’è traccia delle raccomandate inviate dalla stessa Soget al debitore, per informarlo di aver depositato l’atto presso il municipio di Catanzaro.

Il nostro ordinamento prevede che laddove non venga trovato il destinatario di un atto presso la propria abitazione, si può depositare l’atto presso la casa comunale, ma bisogna dare avviso, con una raccomandata ar dell’avvenuto deposito… altrimenti come potrà mai il destinatario sapere che è stato depositato un atto contro di lui in comune. Eppure di queste raccomandate neppure l’ombra.

Anche per questo motivo abbiamo chiesto spiegazioni – prosegue la nota del Codacons – sia al Comune di Catanzaro che a Soget SpA. Purtroppo, stante l’assoluto silenzio, abbiamo inoltrato all’Autorità Garante un esposto chiedendo un decisa condanna a tutela della riservatezza.
Tanto perché – prosegue Di Lieto – i dati dei Cittadini devono essere oscurati in caso di trasmissione a soggetti terzi.

Spiace che il Comune di Catanzaro non abbia inteso tutelare i propri cittadini e prendere posizione nei confronti di chi ha violato la loro “privacy”, per cui non rimane che confidare in una severa condanna da parte dell’Autority che, riteniamo – conclude Di Lieto – ricorderà a Soget come, prima ancora delle norme cogenti esista il rispetto per le persone.

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