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Il curioso destino del medico no vax: prenotato per il vaccino e arrestato nello stesso giorno

Il 24 gennaio 2022 è un giorno che Roberto Petrella, il ginecologo arrestato dalla Polizia di Catanzaro con l’accusa di omicidio colposo, ricorderà per molto tempo. Una data già cerchiata in rosso sul suo calendario perché il 75enne medico abruzzese famoso per le sue teorie negazioniste proprio ieri avrebbe dovuto recarsi all’hub vaccinale di Teramo. A comunicarlo era stato proprio il diretto interessato dal suo canale Telegram che conta oltre 22mila iscritti. Prenotato sì ma senza alcuna voglia di vaccinarsi: “Mi sono prenotato per il 24 gennaio e mi recherò all’hub – annunciava un paio di settimane fa sui social – senza avvocato, perché sono abbastanza documentato sia dal punto di vista della legislazione che scientifico. Cinque giorni prima però spedirò una raccomandata ai carabinieri dove richiederò espressamente la loro presenza perché verifichino e accertino i documenti che presenterò: voglio essere sicuro che potrò vaccinarmi. Cioè dovrò vedere se lo posso fare: è mio diritto che il medico vaccinatore dovrà darmi una delucidazione sul perché io debba firmare il consenso, ma credo di non vaccinarmi”. All’hub non ci è proprio arrivato perché Petrella da casa non può più muoversi. Nei suoi confronti gip di Catanzaro ha infatti emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari su richiesta della Procura guidata da Nicola Gratteri. Un provvedimento eseguito proprio lunedì 24 gennaio 2022 dal personale della Digos che ha condotto l’indagine.

L’ultima apparizione su Telegram

L’ultima apparizione social di Roberto Petrella risale a qualche ora prima. Sul suo canale Telegram aveva dato vita a una nuova diretta per sostenere le sue tesi negazioniste e per ribadire uno dei suoi must: “I non vaccinati salveranno il mondo”. Radiato nel 2019 dall’Ordine dei medici per le sue posizioni nei confronti di un altro tipo di vaccino, quello del Papilloma virus, aveva fatto ricorso, e con la sospensiva, in attesa del giudizio di merito, poteva esercitare. I primi dell’anno Petrella ha ricevuto una lettera sempre dell’Ordine che gli imponeva la vaccinazione, altrimenti sarebbe stato sospeso dalla professione per sei mesi. Resta un medico a tutti gli effetti, ma adesso dovrà difendersi dalle accuse contestate dal gip del Tribunale di Catanzaro che, dichiarando la sua incompatibilità territoriale, ha già trasmesso gli atti a Teramo dove Petralla stavolta sarà costretto ad affrontare una battaglia di natura giudiziaria.

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