Il Festival d’Autunno si conferma polo attrattivo culturale della Calabria

Un cartellone omogeneo e una proposta culturale sempre crescente, rendono sempre di più il Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce, tra le manifestazioni più importanti della Calabria.

Questa mattina nella Sala Giunta della Camera di Commercio di Catanzaro si è svolta la conferenza stampa di chiusura della XVII edizione che ha posto al centro dell’attenzione il connubio esistente tra la musica d’autore e la parola, dando maggiore forza a quest’ultima con gli eventi culturali. Un resoconto ancora una volta positivo esposto dallo stesso direttore artistico.

Questa mattina nella Sala Giunta della Camera di Commercio di Catanzaro si è svolta la conferenza stampa di chiusura della XVII edizione che ha posto al centro dell’attenzione il connubio esistente tra la musica d’autore e la parola, dando maggiore forza a quest’ultima con gli eventi culturali. Un resoconto ancora una volta positivo esposto dallo stesso direttore artistico.

Nell’anno in cui il festival di Woodstock ha compiuto il suo cinquantesimo anniversario, il Festival d’Autunno si è contraddistinto, unico in Calabria, per l’attenzione data a un evento mondiale che ancora oggi è un punto di riferimento in tutto il mondo. Woodstock. 50 anni di pace, amore e musica, non è stato un semplice spettacolo tributo, ma una anteprima che attraverso le parole music, peace & love ha sposato l’intento del Festival d’Autunno di dare al connubio musica-parola un significato più ampio.

Nello spettacolo le storie e gli aneddoti narrati dal giornalista Ezio Guaitamacchi si sono alternate con le eccellenti performance musicali con la partecipazione di Brunella Boschetti Venturi e della cantautrice Andrea Mirò, con l’interessante supporto di immagini dell’epoca.

Emozioni e stati d’animo intensi sono stati espressi dai cantanti che hanno costituito il centro focale di tutto il Festival. Artisti che, ognuno in maniera personale e diversa, hanno contribuito a rinnovare il patrimonio musicale italiano attraverso i testi delle loro canzoni che hanno segnato un’epoca.

I concerti di Luca Carboni e Carmen Consoli, non solo hanno confermato quanto elevata sia elevata la loro qualità tecnica, ma che ha anche posto l’accento sui rispettivi repertori influenzati da una crescita musicale legata alle loro rispettive frequentazioni. La scuola bolognese di Carboni ha fatto da contraltare a quella della Consoli, legata alla sua terra, la Sicilia, e alla cultura mediterranea.

E’ stato anche il Festival dei tributi a grandi autori e interpreti come Lucio Dalla, Fabrizio De André e Lucio Battisti. Ognuno di loro riletto da personaggi che ne hanno condiviso, in veste diversa, il loro percorso musicale. Ron ha dato una interpretazione intima e personale delle canzoni da lui composte con e per Lucio Dalla. Un concerto che ha vissuto un continuo crescendo di suggestioni condiviso emotivamente dal pubblico.

Non solo figlio d’arte, ma anche collaboratore sul palco e nei dischi, Cristiano De Andrè ha dato una nuova lettura al repertorio di suo padre Fabrizio, ma anche di Storia di un impiegato, uno degli album più politicizzati della musica italiana. Una eredità molto sentita che Cristiano porta avanti con impegno, facendo conoscere alle nuove generazioni l’opera del padre e rivestendola di nuovi arrangiamenti che strizzano un occhio all’elettronica.

Esaltazione e divertimento sono stati i tratti caratteristici dello spettacolo Emozioni nel quale Mogol e Gianmarco Carroccia hanno ricordato Lucio Battisti e il periodo in cui il cantante di Poggio Bustone ha collaborato con l’Autore più importante d’Italia. Accompagnato da una orchestra composta da 16 elementi, Carroccia, grazie anche a una incredibile somiglianza fisica e vocale con Battisti, è riuscito a riportare il pubblico indietro nel tempo. Accanto a lui Mogol ha raccontato la genesi dei brani eseguiti e alcuni aneddoti riguardante il periodo della loro collaborazione. Come ogni anno il Festival d’Autunno ha proposto eventi culturali molto seguiti.

«L’edizione di quest’anno – ha dichiarato Antonietta Santacroce – ha ottenuto un eccellente gradimento da parte di pubblico e media. Un riconoscimento che va attribuito alle scelte fatte nell’allestire il cartellone. Una conferma per il Festival d’Autunno che ogni anno, sempre di più, rappresenta un punto fermo nella cultura della nostra regione e la partnership con Italia Festival di diritto lo inserisce tra gli eventi nazionali di maggior caratura».

Importante il dato complessivo trasmesso dalle presenze a tutti gli spettacoli. Circa 5000 spettatori hanno seguito l’edizione appena conclusasi del Festival d’Autunno. Alcuni concerti hanno registrato il sold out. Una crescita importante sottolineata anche dai contatti sui social (Facebook, Twitter, Instagram), dagli accessi al sito www.festivaldautunno.com, che hanno toccato quota trentamila, e all’app, che nel suo terzo anno di vita ha raggiunto oltre 1000 download. I contatti sulla pagina Facebook, aumentati del 15% rispetto allo scorso anno e le visualizzazioni dei video su YouTube, che ha avuto un incremento del 20%. Interessante anche la risposta ottenuta con i live proposti sulla pagina Facebook. Numeri rilevanti che sottolineano anche la presenza di un pubblico diversificato proveniente non solo dai canali tradizionali. Da segnalare, infine, le presenze che, per i grandi eventi, sono giunte dalle cinque provincie calabresi, dalla Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata, Lazio, Umbria e Lombardia, e anche dalla Svizzera.

Redazione Calabria 7

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