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Caos sanità a Non è l’Arena: fatture fuori controllo all’Asp di Reggio e un reparto inutilizzato a Paola

di Antonio Battaglia – Cosenza mancano posti letto e l’attesa per un ricovero sta diventando drammatica. Nel frattempo, all’ospedale di Paola un nuovo reparto di terapia intensiva è praticamente pronto ma ancora chiuso. A fare luce sulla sconvolgente situazione è la puntata odierna di “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti su La7.

“I posti letto di Terapia intensiva in Calabria sono passati da 152 a 156 nell’arco di otto mesi, solo quattro in più – afferma Graziano Di Natale, segretario-questore dell’Assemblea regionale – Nel frattempo, a Paola abbiamo un reparto nuovo che non viene utilizzato. Mancano arredi e personale”. L’inviato Bonistalli, qualche istante più tardi, mostra oggetti nuovi di zecca e posti letto attrezzati ma inutilizzati. Incredibile.

Fatture fuori controllo a Reggio Calabria

Le telecamere della nota trasmissione finiscono anche a Reggio Calabria, precisamente nell’ufficio di Santo Gioffrè, ex commissario dell’Asp locale. Le sue rivelazioni sono inquietanti: “Gran parte dei debiti sono stati pagati, ma non risulta così. Perché? L’Asp non aveva un sistema di ricognizione efficace, in più le poste certificate non venivano lette. Nel periodo che va dal 2005 al 2015/16, si sono fregati un miliardo e mezzo dall’Asp”.

A fare ulteriormente luce sulla situazione è l’ex commissario ad acta per la sanità calabrese, Massimo Scura: “Gioffrè venne a Catanzaro e mi disse che, per un caso fortuito, avevano evitato il pagamento di una fattura per la seconda volta. Si parla di 6 milioni di euro. In quel caso successe quanto segue: un imprenditore A vende a un imprenditore B una sua azienda, quest’ultimo presenta una fattura. L’imprenditore A va da Gioffrè e gli dice che la fattura era stata pagata mesi prima”.

“Ai creditori conveniva non essere pagati – continua – perché maturavano interessi di mora e a distanza di qualche anno riuscivano a non farsi pagare prestazioni. Tutto ciò perché nessuno aveva controllato”. Nel 2018 avevo riscontrato che fatture dell’anno precedente erano state inserite in contabilità con un “plus” di 16 milioni e mezzo rispetto a quanto pattuito. Tutte somme finite in contabilità”.

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