Il caso

Il Garante delle vittime di reato? Il Consiglio regionale nomina un… penalista di Catanzaro

Si tratta di un avvocato impegnato anche in processi di 'ndrangheta. Il profilo di incompatibilità contrasta con l'imparzialità sbandierata dal presidente Mancuso
violenza sulle donne

Il nuovo Garante regionale per le vittime di reato è l’avvocato di Catanzaro Antonio Lomonaco. Il via libera del Consiglio regionale è arrivato nella seduta di ieri ed è stata necessaria la terza votazione (nelle prime due era richiesta la maggioranza dei 2/3 dell’aula) per raggiungere il quorum minimo necessario all’elezione. Tutto legittimo fino a prova contraria. C’è un particolare, tuttavia, che non va trascurato: l’avvocato Antonio Lomonaco è un apprezzato penalista spesso impegnato in processi di ‘ndrangheta nel ruolo di avvocato del collegio difensivo. Immaginate la Regione Calabria parte civile in un procedimento penale: da quale parte starà l’avvocato Lomonaco? Da quella dell’imputato o degli imputati che si troverà a difendere o da quella della parte offesa rivestendo l’incarico di garante regionale delle vittime di reato? L’imbarazzo è comprensibile.

Sulla professionalità del diretto interessato nessun dubbio di sorta, il problema è di natura politica e chiama in causa il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso e i consiglieri di destra, centro e sinistra che hanno proceduto trasversalmente all’elezione (più di qualcuno ha lasciato l’aula senza votare). La nomina di un penalista al ruolo di garante regionale delle vittime di mafie è quanto meno inopportuna, presta il fianco a gravi profili di incompatibilità e soprattutto a un potenziale conflitto di interesse. Chissà cosa pensa l’Anac, l’Autorità anticorruzione, sul punto specifico. Di sicuro ci sono un paio di interrogativi ai quali il presidente Mancuso e i consiglieri regionali che hanno dato il via libera a questa nomina dovrebbero rispondere: cosa accadrà quando l’avvocato Lomonaco si troverà contemporaneamente a difendere un imputato suo assistito e una vittima del reato del quale dovrebbe fungere da garante? Un penalista che notoriamente fa parte di collegi difensivi in processi di mafia può diventare garante delle vittime? I garanti vengono decisi senza una minima discussione preliminare e senza la valutazione dei curricula? Perché non si è data la giusta pubblicità alla ricerca di questa figura visto che – da quanto si apprende – l’unica domanda era quella dell’avvocato Lomonaco?

L’imparzialità secondo Mancuso

In attesa delle opportune risposte a una nomina quanto meno inopportuna va registrata la nota contraddittoria del presidente Filippo Mancuso secondo il quale “il Consiglio regionale si muove nella direzione di dare corpo e sostanza ai diritti fondamentali dei cittadini, contribuendo a rendere la Calabria una regione normale”. Il presidente dell’Assemblea regionale definisce giustamente “istituzionale” la figura del garante “che si farà interprete delle vittime di reato ponendosi in posizione imparziale, affinché alle stesse vengano riconosciute tutela e un’assistenza di lungo periodo”. Imparziale? Ma ne siamo proprio sicuri? Chissà cosa ne pensa il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

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