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Il Governo mette in dubbio i numeri in Calabria: “Pochi tamponi fatti”

coronavirus covid

“La Calabria fa meno della metà dei tamponi del Trentino Alto Adige avendo il doppio della popolazione”.

Sono le parole che il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha rilasciato nel corso di un’intervista pubblicata questa mattina da “Il Messaggero”. Affermazioni, pronunciate nel contesto della guerra di ordinanze in atto tra il Governo e la Calabria, che suggeriscono una riflessione doverosa per analizzare i dati della pandemia nella regione che di fatto è quella con la più bassa incidenza d’Italia, vale a dire la percentuale tra casi positivi totali (1.112 attuali) e la popolazione (1 milione e 947mila).

Innanzitutto, il ministro Boccia ha sottolineato come l’unica regione fuori legge, cioè non in linea con il Dpcm dello scorso 26 aprile, sia di fatto quella governata dalla Santelli, che il 30 aprile scorso, alle ore 22, ha emanato un’ordinanza per avviare dal giorno dopo la Fase 2, con apertura all’aperto di ristoranti e bar, che nel decreto del governo nazionale è attualmente prevista solo dall’1 giugno. Boccia ha accusato la Santelli di mettere a rischio la vita dei cittadini, lavoratori e clienti, e se non ritirerà l’ordinanza domani si passerà al Tar.

Tornando alla frase di partenza del ministro, il paragone di tamponi effettuati sul territorio tra Calabria e Trentino Alto Adige, è certamente finalizzata a sminuire lo zero ed i bassi contagi che la Calabria registra da giorni, con la totale assenza di casi positivi ottenuta proprio ieri. E’ come se il ministro mettesse in discussione tutto l’apparato sul quale si tiene la motivazione che ha spinto la Santelli ad anticipare di un mese l’apertura di ristoranti e bar.

In Calabria i tamponi eseguiti sono stati 37.928 con 1.112 positivi, mentre il Trentino ne ha effettuati 39.579 e 4.181 positivi. La Calabria ha circa due milioni di abitanti, il Trentino poco più di un milione. Significa che in rapporto alla popolazione la Calabria ha eseguito pochi tamponi, dunque, il governo nazionale contesta i risultati esaltati in questi giorni, non avendo certezza dei reali contagi possibili, vista la bassa percentuale di tamponi fatti rispetto alla densità della popolazione. Insomma, non si ferma la guerra in atto tra Governo e Regione Calabria, ma il tempo a disposizione per la Santelli di fare il passo indietro, ribadisce Boccia, sta per scadere. E questo ha l’aria di essere un vero ultimatum affinché il governatore della Calabria si ravveda e non rischi conseguenze peggiori. (a.m.)

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