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Il grido del silenzio, nel Catanzarese emozioni e riflessioni sulla violenza di genere

Partecipato confronto sulla violenza di genere a Montepaone Lido, nel Catanzarese. Sabato 10 luglio si è svolto al Marina Blu il convegno “Il grido del silenzio”, moderato da Domenico Gareri, introdotto da Daniela Rotella, avvocato Cassazionista specializzata in diritto di famiglia, Bakhita Ranieri, autrice del libro “Il grido del silenzio” e commentato da Rosalba Viscomi, Presidente Comitato Pari Opportunità Avvocati Catanzaro insieme a Silvia Vono senatrice componente della commissione d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. L’evento è stato aperto da un brillante momento musicale accompagnato dalla lettura di una pagina del libro “Il grido del silenzio”, cui autrice è riuscita a infondere con creatività un messaggio di speranza in un momento struggente. “La cultura è un mezzo di riscatto e rinascita”, ha affermato ieri Bakhita Ranieri, che pone al centro della sua narrazione un argomento di estrema attualità.

Strumenti contro la violenza di genere

La violenza , come ricorda l’avvocato Daniela Rotella, è presente in varie sfaccettature quali la maternità negata, ad esempio, o la violenza subita indirettamente dai bambini che vivono in ambienti malsani. Tuttavia, ci si può liberare dalla violenza brutale dei gesti e delle parole. La peculiarità del libro risiede proprio in questo, il lieto fine che caratterizza la vita di una donna che è riuscita a riscattarsi mediante l’unione e la condivisione con gli altri. In particolar modo è emerso il quesito su quali strumenti si stiano mobilitando affinché chi subisce violenze possa essere aiutato. Gli strumenti legislativi di cui disponiamo non sono sufficienti, bisogna mirare ad iter più spediti, come la legge sul codice rosso. Quest’ultimo è uno strumento legislativo funzionale ma perfettibile, dal momento che si fa sempre più viva una necessità inoppugnabile: la caritatevole sensibilità.

La sensibilità degli operatori

Sensibilità che trova riscontro a 360 gradi nelle figure che operano al fianco di persone profondamente ferite, nel corpo e nello spirito, e che dunque necessitano di essere circondate da operatori sanitari, assistenti sociali, consulenti tecnici, magistrati e chi di competenza, aventi un alto grado di formazione. L’avvocato Rosalba Viscomi, nel suo intervento, ha ricordato la stretta correlazione tra violenza e discriminazione. Infondere nelle nuove generazioni la cultura della dignità, del rispetto e dell’educazione è di fondamentale importanza e ricorda, inoltre, che questo compito non può e non deve essere delegato unicamente alla scuola, deve partire in primis dai genitori. La parità di genere è un obiettivo da conseguire all’interno di una società giusta, sana, libera. A seguire si è assistito al collegamento con l’associazione “10.000 Vele”, la quale si occupa di progetti finalizzati alla solidarietà e concernenti questo ambito sono riusciti a trovare una comunicazione con il mondo della vela, uno sport che abbatte ogni tipo di discriminazione, e donne e bambini vittime di violenza.

Legge inefficace

La senatrice Silvia Vono, in qualità di rappresentate dello Stato, ha dichiarato che la violenza è un problema culturale. “La legge – ha detto Vono – non è sufficiente, bisogna fare un grande lavoro sugli uomini che maltrattano. Non sono convinta che gli uomini abbiamo sempre e comunque tutte le colpe, credo che la formazione debba essere indirizzata anche verso gli uomini maltrattanti”. Un sentimento di grande solidarietà che può trovare riscontro in una politica sana, nobile che, come ricorda Paolo VI, è la forma più alta di carità. È necessario trovare soluzioni condivise con i cittadini, la cui dignità deve essere riabilitata parallelamente a quella del ruolo politico. Emerge, tuttavia, un messaggio di speranza, le violenze possono far crescere, dare una marcia in più per affrontare il mondo, guardalo con occhi diversi, con coraggio. Denunciare è sicuramente importante, ma non sufficiente a risolvere la violenza e la punizione. “Penso che bisogna partire dai diritti che abbiamo e dal riconoscimento dei doveri, così potremmo avere una politica seria per farci rappresentare al meglio”, con queste parole conclude il convegno la senatrice Vono, portavoce di un profondo e sentito messaggio di speranza e rinascita. (m.g.)

 

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