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Il Pd è il primo partito a Catanzaro e provincia ma ora è senza guida. Le Comunali e l’effetto Alecci

Il paradosso del Pd catanzarese risulta evidente guardando non solo ai dati venuti fuori dalle urne lunedì, ma anche alla diatriba che ha segnato la formazione delle liste e alle conseguenze politiche delle elezioni regionali calabresi. Nel capoluogo di regione, così come nella provincia, il Pd risulta il primo partito, ovviamente al netto dello sdoppiamento di Forza Italia con la lista gemella di Forza Azzurri. I numeri ufficiali sono chiari: nonostante la valanga rappresentata da Roberto Occhiuto e dal suo partito in tutta la regione, il Pd prende nella provincia di Catanzaro 23mila voti, pari al 15,83%, mentre Forza Italia quasi 6mila in meno (17.740, 12,20%). Nella città capoluogo la forbice si riduce ma i dem restano primi con 4.616 voti (13,61%) mentre Forza Italia ne incassa poco più di 4mila sfiorando il 12%.

I dem più votati a Catanzaro

Il più votato in città è stato di gran lunga Fabio Guerriero che ha preso 1861 voti a Catanzaro e 3904 in provincia. La seconda del Pd in città è Giusy Iemma, che per essere alla prima esperienza in politica ha avuto una buona affermazione (1400 voti in città e quasi 3873 in provincia). L’unico consigliere regionale eletto in provincia non è però un catanzarese – com’è noto l’unico a (ri)conquistare lo scranno a Palazzo Campanella è il leghista Filippo Mancuso – ma il sindaco di Soverato Ernesto Alecci, che è il primo in provincia con 7mila voti e il terzo in città con circa 800 preferenze.

Le correnti e le Comunali in vista

L’effetto Alecci-Iemma insomma ci sarà e la corrente di cui il sindaco di Soverato fa parte (Base riformista di Luca Lotti e Lorenzo Guerini), che già si è fatta sentire in fase di allestimento della lista, certamente proverà a ritagliarsi un ruolo anche nei prossimi appuntamenti elettorali. A partire dalle Comunali, perché l’elezione di Alecci ha un effetto immediato nella sua Soverato, dove si dovrà votare alla luce delle sue dimissioni obbligate, ma potrebbe averlo anche nei prossimi mesi nel capoluogo. È evidente dai numeri che il peso dell’area Guerriero – che ha avuto l’appoggio anche di una parte della sinistra movimentista esterna al Pd – sia molto maggiore, ma è altrettanto probabile che quegli 800 voti Base riformista proverà a farli pesare nella scelta dell’aspirante successore di Abramo.

Il nodo dei congressi

Ma chi sarà nel Pd catanzarese a dover gestire questa partita? Anche questo è ancora tutto da vedere. Dopo le polemiche sulle candidature e l’esclusione di Francesco Pitaro – che ha fatto sapere di aver appoggiato un altro candidato dem poi eletto, il vibonese Raffaele Mammoliti – il segretario provinciale Gianluca Cuda si è candidato in prima persona ma non è riuscito ad agguantare l’elezione. Nelle scorse ore ha spiegato che ne avrebbe “fatto volentieri a meno” ma che si è candidato “per estremo spirito di servizio”. Ha dunque comunicato al presidente dell’assemblea provinciale, Michele Drosi, le sue dimissioni “irrevocabili”. Resta dunque da capire con ulteriori appuntamenti elettorali in vista chi gestirà questa fase del Pd catanzarese. Il commissario regionale Stefano Graziano ha detto di essere già “al lavoro per il tesseramento e per i congressi cittadini, provinciali e regionale”.

s. p.

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